Torino è la prima città italiana che vuole liberalizzare la cannabis. Il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno presentato da Marco Grimaldi, Sel: “Vogliamo cambiare la Fini-Giovanardi e l’approccio proibizionistico di questa legge. Quanto approvato in consiglio comunale non potrà certo abrogare la legge vigente, ma in Parlamento esiste una possibile maggioranza per farlo: Pd, Sel e M5S “. Grimaldi aveva già tentato, nella scorsa legislatura, di portare in Sala Rossa la questione degli stupefacenti, facendosi promotore delle “stanze del buco”. Sotto la giunta Chiamparino non se ne fece nulla, ma ora l’amministrazione sembra aver cambiato passo. Il sindaco Piero Fassino si è astenuto e una parte del Pd ha votato contro, ma con l’appoggio dei M5S l’ordine del giorno è passato. “Secondo delle ricerche de La Sapienza – continua Grimaldi – la legalizzazione, solo il primo anno, produrrebbe tra i 5 e i 10 miliardi di tasse per lo Stato”. Dura la replica dell’opposizione: “Da quando sono stato eletto – dice Silvio Magliano, Ncd – la Procura di Torino ha fatto partire 8 inchieste sul Comune e noi parliamo di unioni gay, marijuana e ius soli”  di Cosimo Caridi

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