Volunia è il nuovo motore di ricerca, made in Italy, lanciato in queste ore da Massimo Marchiori dell’Università di Padova. L’intuizione geniale di Volunia consiste nel seek and meet, nel coniugare cioè ricerca e condivisione. In un dato percorso di ricerca sarà possibile collegarsi con chi ha fatto la nostra stessa ricerca in quel momento o in precedenza, e e”incontrare” persone che condividono il medesimo interesse o sono alla ricerca di informazioni che possono rivelarsi utili. In questo modo la ‘ricerca’ diventa ‘viva’ perché si trasforma nello stesso momento in cui avviene, da un piano statico a uno dinamico, nel senso che la stessa ricerca può ‘creare’ nuove informazioni proprio attraverso l’incontro tra soggetti che la condividono.

Non si tratta solo di una sfida, certamente eroica, a Google. Si tratta di un mutamento culturale molto interessante sull’uso del web e dei social network. In un libro lungimirante di qualche anno fa, Cass Suntein si chiedeva se l’accesso ai social network e, in generale, a Internet migliorasse la democrazia agevolando la diversità e il confronto. Sunstein ne trasse una risposta allarmata: su Internet cerchiamo conferme alla nostra visione del mondo e non vi scorgiamo una finestra aperta dalla quale avere informazioni che possono anche modificare il nostro punto di vista. Così, i nostri ‘amici’ sui social network sono quelli che ci confermano i nostri punti di vista, non quelli che li mettono in discussione.

Secondo Sunstein i social network possono finire per aumentare la segregazione delle idee e la loro polarizzazione ideologica, indebolendo il dibattito politico e la cura del dubbio come strumento di confronto democratico. Il paradosso sarebbe che la polarizzazione dell’era Internet farà litigare di più e parlare di meno. Il tifo al posto del confronto. Ma è davvero così?

La questione è aperta e oggetto di studi interdisciplinari, specie negli Stati Uniti. Le (poche) ricerche empiriche fino ad oggi non hanno dato risultati convergenti. La sfida di Volunia è interessante anche per questo. La ‘socializzazione’ della ricerca di informazioni ne alimenterà la diversità e il dibattito? Permetterà forme critiche di acquisizione delle informazioni o, al contrario, alimenterà forme di polarizzazione e auto-segregazione? Molto dipenderà dalla possibilità di ‘granulare’ la socializzazione.

Ad esempio, se coloro che hanno visto prima di noi una data informazione potranno classificarla sinteticamente (vera, falsa, condivisibile, criticabile, incompleta, affidabile o inaffidabile ecc.) ciò potrebbe segnalare al successivo lettore la rilevanza della notizia e permettergli di visitare subito fonti alternative collegate.

Una ‘rete nella rete’ che può alimentare il confronto democratico, molto più di quanto oggi non avvenga nei social network ‘chiusi’. Volunia può cioè contribuire a rispondere alla domanda di Sunstein. Anche per questa ragione, essa costituisce una sfida formidabile.

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