L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi

La commissione dei garanti del Pd ha deciso, all’unanimità, di espellere il senatore Luigi Lusi dal partito. Lo riferisce il Presidente della Commissione, Luigi Berlinguer, durante una pausa dei lavori. Lusi è indagato per appropriazione indebita per avere sottratto 13 milioni di euro dai bilanci della Margherita, di cui era tesoriere, e averli dirottati su conti a lui riconducibili.

“Cancellazione dall’albo degli eletti e dall’anagrafe degli iscritti” la sanzione prevista. Durante la riunione della commissione, spiega Berlinguer, “sono emerse gravi responsabilità da parte del senatore Luigi Lusi, non contestate” dal senatore stesso. “Tutto questo – aggiunge – ha posto con evidenza l’incompatibilità della permanenza del senatore Lusi nel Partito democratico. Si è deciso quindi di procedere con la sanzione più grave prevista dall’ordinamento” ovvero “la cancellazione, questo è il termine tecnico corretto, dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti”. Una decisione “unanime”, ha concluso Berlinguer. Né la decisione potrà essere appellabile, perché – ha spiegato lo stesso Berlinguer,  “nel partito non esiste organo superiore”.

Con la commissione dei garanti dei democratici si chiude, almeno sul fronte interno del Partito democratico, la vicenda dell’ex tesoriere del partito che fu di Rutelli. Anche se il diretto interessato non ha certo apprezzato la scelta: “I processi – ha dichiarato Lusi – si fanno nelle Aule giudiziarie, non con dichiarazioni alla stampa e riunioni clandestine. Continuo ad avere fiducia nei magistrati. La dichiarazione di incompatibilità – ha commentato – e la sanzione della cancellazione dall’albo degli elettori e dall’anagrafe degli iscritti è volutamente infamante”.

Restano in ogni caso più che mai aperto il conflitto tra gli ex Dl – a partire dalle accuse di Arturo Parisi – e il percorso giudiziario dopo la bocciatura della richiesta di patteggiamento proposta dai legali dello stesso Lusi. Proprio oggi, i revisori Giovanni Castellani, Mauro Cicchelli e Gaetano Troina si sono presentati spontaneamente ai pm romani che indagano sulla sottrazione di 13 milioni di euro dalle casse del partito: i rendiconti della Margherita – hanno detto – ”sono caratterizzati da artifici contabili a partire dal 2007”.

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