Don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele

Il vecchio consiglio d’amministrazione della Fondazione Monte Tabor, che controlla l’ospedale San Raffaele di Milano, è nel mirino della procura della Repubblica di Milano nell’inchiesta sulla bancarotta dell’istituto, aperta subito dopo la presentazione di un’istanza di fallimento per un buco da circa un miliardo di euro.

“Una prima analisi fa emergere particolarmente i delitti dall’articolo 2638, commi 1 e 2 del codice civile (la cui violazione è riferita all’ostacolo che la Fondazione sembra avere svolto in danno dell’organo amministrativo che sulla stessa esercita la funzione di vigilanza, cioè la prefettura), nonché dagli articoli 2 e 8 del decreto legge 74/2000, riferiti alla fatturazione di operazioni inesistenti”, scrivono i pm Luigi Orsi, Laura Pedio e Gaetano Ruta in un atto citato dal Corriere della Sera.

Non solo bancarotta, insomma. Altre ipotesi di reato sono emerse dalle perquisizioni seguite al sucidio di Mario Cal, braccio destro del fondatore don Luigi Verzè nella gestione finanziaria dell’istituto: “Nel quadro di una crisi d’impresa di rilevanti proporzioni (resa ancora più delicata dal fatto che la Fondazione opera prevalentemente in campo sanitario)”, scrivono ancora i pm, “il 18 luglio scorso il vicepresidente operativo Mario Cal decedeva drammaticamente togliendosi la vita. Lo stesso giorno del suo suicidio, questo ufficio, iscritta doverosamente notizia di reato ex articoli del 580 codice penale (istigazione al suicidio, ndr), procedeva alla perquisizione dell’ufficio e dell’abitazione privata di Cal e al conseguente sequestro della documentazione cartacea e informatica”.

Filtra il nome di un indagato, l’ex direttore finanziario Mario Valsecchi, che ai magistrati avrebbe già raccontato molto e sarebbe stato iscritto nel registro per una sua maggior tutela negli sviluppi dell’inchiesta. Il consiglio d’amministrazione della vecchia gestione era composto dal presidente don Verzé, dal vicepresidente Cal, da Laura Ziller, responsabile dell’ospedale brasiliano São Rafael, Gianna Zoppei, sovrintendente sanitario, Roberto Cusin, Ennio Doris (patron di Banca Mediolanum legatissimo a Silvio Berlusconi) e Carlo Salvatori, banchiere entrato nel 2009.

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