Ma di cos’hanno paura i segretari dei partiti del centrosinistra? In un paese che marcisce e precipita, con una maggioranza in crisi verticale e le mafie al governo, l’unica questione che interroga e affligge Pd, Idv e via cantando è la candidatura di Nichi Vendola alle primarie. Una decina di sondaggi di diversa estrazione danno Vendola vincente su tutti e come unico competitor in grado di affrontare Berlusconi: dovrebbe essere ragione per un encomio solenne. Invece è una guerra di comunicati, uno stillicidio di premesse e di distinguo: Fioroni si vuole bruciare come Jan Palach, D’Alema pretende solo candidati moderati, Veltroni non pervenuto.

Imbarazza soprattutto la privatissima ossessione di Di Pietro che ogni giorni apparecchia sulle agenzie una decina di motivi (suoi) per cui Vendola deve restare a fare il governatore delle Puglie. I maliziosi (e io tra questi) pensano che lo dica solo per paura di smarrire voti e protagonismo a vantaggio di Vendola e della sua parte politica. Che dire? In un paese normale, un leader politico considerato da tutti i sondaggi come il candidato più forte, verrebbe pregato di non ritirare la propria candidatura. In Italia, no. In Italia il centrosinistra preferisce perdere con qualche vecchio babbione piuttosto che vincere con uno che poi magari ci fa un po’ d’ombra.

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