Tutti tranne Tacito. Quando la materia della seconda prova è latino, gli studenti del liceo classico sperano che non esca il temuto autore degli Annales: sintassi oscura, frasi ellittiche, periodare complesso. Ma fortunatamente per gli studenti che si cimentano ora con la maturità, Tacito è uscito nel 2015, e difficilmente sarà di nuovo scelto dal Miur. Quali sono allora gli autori più gettonati per la versione di latino? “Direi Seneca, o Quintiliano” dice la professoressa Stefania Fidanza del liceo classico Mariano Buratti di Viterbo. “Seneca è un grande classico, piace sempre molto al Ministero: parla di buoni sentimenti, di comportamento perfettamente etico, e potrebbe essere attuale”. L’ultima volta che l’autore ha fatto capolino fra i banchi è stato nel 2011, con un brano sul bene e la virtù, ma era già stato scelto nel nel 2007 e nel 2003. Anche quest’anno, rimane in vetta alla classifica dei papabili.

“Personalmente – continua la prof – punto su Quintiliano: nell’Istitutio Oratoria parla di educazione, rispetto e formazione, quindi nell’attuale dibattito sulla scuola e sull’insegnamento credo sia molto calzante”. In più, Quintiliano è uscito nel 2013 con il brano Omero, maestro di eloquenza. Potrebbe essere un estratto del decimo libro, in cui si parla dell’importanza delle letture. Anche dal punto di vista della difficoltà di traduzione, questo autore è preferibile: “Seneca è generalmente più barocco, lui meno complicato. È ciceroniano, ha una scrittura che tende all’ordine”. Non c’è da escludere qualche outsider. “Plinio il Giovane con le Lettere o Svetonio, nome che non esce da un po’. Sarebbe una scelta interessante, visto che nelle Vite dei Cesari svela aspetti stravaganti degli uomini di potere, così come nel Viribus Illustribus: era un po’ gossipparo, e non è troppo difficile da tradurre”.

Ma fare una previsione è sempre difficile: “Non si può escludere nemmeno Tacito: il Ministero potrebbe sempre fare una sorpresa, non sarebbe la prima volta”. Comunque il consiglio è di stare tranquilli: “Di solito all’esame di maturità si assegna il Dialogus, non gli Annales, che richiedono delle competenze elevate anche per chi si è allenato anni nella traduzione”. Anche Edoardo Benati, dottorando della Scuola Normale di Pisa, concorda: “Tacito sarebbe più complesso, Quintiliano invece un vero regalo agli studenti per chiarezza e facilità di traduzione”. Benati punta sui grandi classici amati dal Ministero: “Seneca, Livio o Cicerone, che è un intramontabile”.

Da esperto latinista, regala un consiglio agli studenti: “Quando riceverete il testo della versione, resistete alla tentazione di aprire subito i dizionari: meglio leggersela con calma prima, cercare di capire il senso generale e solo dopo cominciare a tradurre in modo letterale. Così si evita di forzare il testo”.