Coca cola e schiuma da barba versati in testa e cartelli umilianti usati per punire le bravate dei ragazzi. Gesti che volevano essere educativi per Giuseppe Di Giminiani, preside 61enne dell’Istituto aeronautico Locatelli di Bergamo che però, come riferisce Il Giorno, è stato costretto a patteggiare una condanna a 4 mesi di reclusione con la condizionale. Le accuse sono di abuso di mezzi di correzione e di disciplina nei confronti di tre studenti. Due i casi: il primo nel 2013 e il secondo due anni dopo.

Il più recente risale a ottobre 2015: allora, ha ricostruito in aula il pm Davide Palmieri, il preside in mensa aveva versato “il contenuto di una lattina di Coca Cola e della schiuma da barba sulla testa di due ragazzi di 16 anni, entrambi di terza“. Una punizione diretta a uno dei due giovani, che aveva “spruzzato della lacca sui capelli di un compagno e dato fuoco alla sostanza, rischiando di bruciargli un occhio”. E proprio lui, “colpevole” di avere messo in pericolo il compagno, aveva sporto denuncia e successivamente si è costituito come parte civile al processo. Da lì sono partite le indagini nei confronti del preside che hanno messo in luce anche un altro episodio avvenuto nel 2013. Di Giminiani aveva deciso di appendere al collo di un ragazzo un cartello con una “choccante frase di scherno”, visto che lo studente aveva offeso una compagna. E il giovane, che non aveva denunciato l’episodio e per il quale una volta avviata l’inchiesta la procura ha proceduto d’ufficio, aveva camminato per i corridoi della scuola con quelle parole al collo.

Nel corso dell’udienza, prosegue Il Giorno, il preside si è difeso e ha giudicato “un po’ eccessivo” essere “denunciato per aver fatto uno shampoo a uno studente”, visto che secondo il dirigente erano state violate le regole della scuola che lui stesso aveva fondato nel 1990. In più, ha continuato, “quel ragazzo si era reso responsabile di fatti gravi in convitto, dando fuoco ai capelli di un compagno e rischiando di fargli perdere un occhio. Ma aveva dato problemi anche nei tre anni precedenti – riporta Il Giorno -. Dopo l’episodio, lo avevo sospeso e poi ha cambiato scuola. Anche lo studente punito con il cartello non ha vissuto male la punizione, tanto che non mi ha denunciato. Aveva insultato una compagna e sapeva di avere sbagliato“.