Procede a stop&go il processo a Roberto Maroni, presidente della Lombardia, imputato assieme ad altri, per presunte pressioni per far ottenere un viaggio a Tokyo e un contratto a due sue ex collaboratrici. Dopo un avvio faticoso a causa di rinvii che hanno impedimento l’apertura del dibattimento a dieci mesi dalla prima udienza il legale di fiducia del governatore ha certificato alle scorse udienze la sua impossibilità di essere presente a causa del mal di schiena. I giudici della quarta sezione penale di Milano, dopo un altro impedimento per motivi di salute, hanno però questa volta deciso di mandare un medico per una visita fiscale per verificare le condizioni dell’avvocato Domenico Aiello. 

Per gli impedimenti presentati dal legale sono già saltate le ultime tre udienze del processo e nella scorsa, quella del 27 aprile, dopo una camera di consiglio, il Tribunale aveva accolto la nuova istanza di rinvio del difensore e aggiornato il processo a domani precisando, però, che “sarà onere del difensore nominare” un suo sostituto, se perdurerà “l’impedimento”. Nomina che non è arrivata, mentre ieri è stato depositato un ulteriore impedimento in vista dell’udienza di domani. Da qui la decisione dei giudici di disporre la visita fiscale. Un comportamento processuale previsto dalla legge ma che ricorda molto da vicino quello applicato dai legali di Silvio Berlusconi ai diversi processi che poi, tra un lodo e un impedimento, sono andati prescritti.

“Se ogni volta per un’udienza c’è un problema di salute, questo processo, che è fermo da più di due mesi, rischia di rimanere fermo al palo fino alla primavera del 2018″, aveva detto, la scorsa udienza, il pm Eugenio Fusco, facendo un implicito riferimento al periodo in cui in Lombardia si voterà per il rinnovo di Giunta e Consiglio. E il difensore aveva parlato in una nota di “reazioni scomposte e scriteriate” da parte del pm. Il collegio, presieduto da Maria Teresa Guadagnino, nella scorsa udienza dopo una camera di consiglio ha accolto l’impedimento e rinviato il processo, dato il “perdurare delle gravi condizioni di salute” del difensore come indicate nella documentazione medica, ma se alla prossima udienza del 6 maggio il difensore farà valere ancora un impedimento per motivi di salute, avevano detto i giudici, “sarà suo onere nominare” un collega dello studio per farsi sostituire. Ieri, il legale Aiello ha depositato un impedimento in vista dell’udienza di domani con tanto di certificazione medica. I giudici hanno deciso, tuttavia, di verificare le sue condizioni attraverso una visita fiscale. Sabato 6 maggio alle 10 è fissata l’udienza. Nel caso il Tribunale dovesse dichiarare illegittimo l’impedimento dovrà essere nominato un avvocato d’ufficio che, non conoscendo il fascicolo processuale, dovrà chiedere i termini a difesa e al collegio non resterà altro che rinviare l’udienza per almeno una settimana.