L’attacco di ieri nel centro di Parigi è arrivato a poco più di 24 ore dal primo turno delle lezioni presidenziali e il primo vero effetto che avrà sarà quello di condizionarne l’esito. Ne sono certi sia Donald Trump che il governo di Berlino. All’indomani dell’attentato terroristico costato la vita a un agente, del resto, il presidente Usa e il portavoce del ministro degli Esteri tedesco hanno firmato messaggi pressoché identici. “Il popolo francese non sopporterà più a lungo cose del genere. Avrà grosse conseguenze sulle elezioni presidenziali!” ha scritto su Twitter il tycoon, seguito a stretto giro da Martin Schaefer, secondo cui l’attacco “influenzerà presumibilmente il voto di domenica, ma non si può dire in che modo”. Chi invece è sicuro degli effetti di quanto accaduto ieri sulle urne è il premier francese Bernard Cazeneuve, che ha attaccato duramente Marine Le Pen, rea di aver approfittato dell’attentato a fini propagandistico-elettorali. In un intervento solenne davanti alla nazione, l’ex ministro ha accusato la candidata presidente del Front National di strumentalizzare “senza vergogna la paura” per “fini” elettorali a due giorni dal voto. “Al Front National attizzano l’odio” ha detto il Cazeneuve, a cui ha fatto eco il candidato dei Repubblicani Francois Fillon: “Certi avversari fanno la scelta dell’oltraggio e della paura”.

Queste parole arrivano dopo la presa di posizione di Marine Le Pen. “Sappiamo che lo Stato Islamico ha inviato almeno un terrorista per compiere attentati, ed è ancora in giro, quindi il pericolo è massimo” ha dichiarato la leader dell’ultradestra nel corso di un’intervista per Radio France Internationale. Nel corso della mattinata ha inoltre tenuto una conferenza stampa in cui ha detto che “dato che il Paese è in uno stato di guerra, la risposta deve essere globale, totale, vale a dire quella di un Paese intero”. Le Pen è la prima candidata all’Eliseo a parlare dopo l’attentato di giovedì sera di Parigi, città che “ha vissuto ancora la barbarie terroristica“. E sono stati “presi di mira i nostri poliziotti” perché sono “i primi a portare avanti la lotta contro questa ideologia totalitaria e mostruosa che ha dichiarato guerra alla nostra nazione e alla civiltà”. Per Le Pen si tratta di “una guerra asimmetrica che ha come obiettivo il sottometterci a un’altra potenza, una potenza assassina” che si batte “contro di noi senza pietà. Non possiamo permetterci di perdere questa guerra”.  Ha invitato i francesi all'”unità della nazione e alla lucidità”, affermando che “dobbiamo rinunciare all’ingenuità, all’innocenza, al lassismo. Il nostro popolo si è sempre opposto alla barbarie”.

Le Pen ha poi sostenuto con forza che “l’ideologia islamista non deve aver diritto di cittadinanza in Francia” e ha elencato una serie di misure da adottare, dalla chiusura delle moschee islamiste – il cui finanziamento “non potrà essere in alcun caso pubblico o di provenienza straniera” – alla stretta applicazione del principio di laicità “in conformità con i principi repubblicani” a restrizioni su immigrazione, asilo politico e cittadinanza. “Il terrorismo – ha detto – deve essere combattuto con tutti i mezzi. Vinceremo questa guerra solo se porremo fine al lassismo che ha permesso a questo criminale di compiere un ennesimo attentato ieri sera”.

Poi ha lanciato un messaggio al presidente François Hollande: “A questo presidente notoriamente inefficace, a questo governo effimero, segnato dall’inazione, come tutti i governi di destra e di sinistra da 10 anni – ha detto Le Pen  – chiedo un ultimo sussulto, prima di lasciare il potere; gli chiedo solennemente di ordinare il ripristino effettivo delle nostre frontiere in virtù del trattato di Schengen e procedimenti amministrativi o penali immediati per gli schedati a rischio di adesione all’ideologia del nemico”. Infine ha proposto l’assunzione “di altri 15mila poliziotti e gendarmi”, il “rafforzamento delle capacità militari e il loro utilizzo effettivo contro tutti i gruppi terroristici” e l’adeguamento “coerente con i nostri obiettivi di guerra della nostra diplomazia”.

Nell’unico sondaggio realizzato dopo l’attentato, Le Pen guadagna un punto percentuale, resta seconda dietro Emmanuel Macron ma distanzia Fillon e Melenchon che inseguivano. L’indagine Odoxa per Le Point vede il leader di En Marche! al 24,5%, la leader del Front National al 23%, Fillon e Melenchon entrambi al 19%.
Qualsiasi siano i qualificati al ballottaggio, Macron esce sempre vincitore, la Le Pen sempre perdente.