Altri 100 milioni, altra proroga del closing. Questo sembra poter essere il sunto dell’accordo trovato tra Fininvest e Sino-Europe Sports, come spiega Adnkronos: un ulteriore slittamento a fine marzo del closing per la cessione del Milan, concesso dopo che le verifiche fatte dagli advisor finanziari hanno dato esito positivo. Secondo quanto filtra da fonti vicine alla trattativa, Fininvest e i suoi consulenti avrebbero ricevuto rassicurazione dall’ulteriore documentazione ricevuta dai cinesi. Il lavoro svolto su questi documenti in merito alla consistenza patrimoniale di Yonghong Li, alla struttura finanziaria dell’operazione e ai soldi che dovranno investire nel Milan, sembra essere positiva.

Una firma sul nuovo accordo, scrive l’agenzia di stampa, è attesa a cavallo del fine settimana, con il versamento quindi di una terza caparra da 100 milioni di euro che potrebbe arrivare già a partire da venerdì. Non ci sarebbero problemi, invece, sul tema della tracciabilità finanziaria, visto che le banche coinvolte fino ad ora hanno dato un generale nulla osta a procedere. I soldi che sono stati versati con le precedenti due caparre sono infatti arrivati da banche riconosciute.

Gli aspiranti proprietari della società rossonera avrebbero dovuto versare 320 milioni di euro entro il 3 marzo, data in cui era prevista la conferenza stampa per presentare i nuovi azionisti.  Poi il panico: l’amministratore delegato in pectore del Milan, Marco Fassone, non era più riuscito a mettersi in contatto con i referenti del fondo Sino-Europe Sports, che avrebbero dovuto formalizzare l’acquisto del 99,93% delle quote del club da Fininvest. Doveva essere l’atto finale della trattativa-fiume cominciata a inizio agosto, quando era stata annunciata la vendita per 740 milioni di euro. Il closing era già stato prorogato due volte, l’ultima lo scorso dicembre, permettendo comunque a Silvio Berlusconi di incassare già 200 milioni di euro di caparra. Ora potrebbero arrivarne altri 100, invece i cinesi ancora non si vedono.