Tutti i record dei Mondiali, anche quelli più improbabili: da Klose capocannoniere alla tripla ammonizione
Nel 2018 il capocannoniere del Mondiale è stato l’autogol (12 in 64 partite). La Svizzera è la prima (e unica) nazionale nella storia della competizione a essere eliminata senza aver subito – e segnato – nemmeno un gol. E con solamente 300 persone allo stadio, la gara tra Romania e Perù del 1930 è stata la partita con il minor numero di spettatori nella storia. Questi sono solo alcuni dei record più bizzarri – e imbattibili – dei Mondiali.
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Longevità
Icone del calcio e tra i più longevi dei Mondiali: Ronaldo, Messi e il portiere del Messico Ochoa saranno gli unici calciatori nella storia ad aver partecipato a sei edizioni diverse. Germania, Sudafrica, Brasile, Russia, Qatar. E ora l’America. Tutto in 20 anni di carriera. A proposito di continuità sempre l’argentino dell’Inter Miami è il giocatore con il maggior numero di partite giocate (26). Klose, invece, è quello che ne ha vinte di più con la “sua” Germania (17).
Una questione di gol
Se Miroslav Klose è il capocannoniere all–time della competizione (con 16 gol in 24 partite), il francese Just Louis Fontaine è stato il calciatore ad aver segnato più gol in una singola edizione (13 nel 1958). E il giocatore che ha segnato di più in una singola partita? Oleg Salenko: in un Russia–Camerun del 1994 terminato 6-1, cinque di questi portano la sua firma. Poi c’è il Mondiale brasiliano del 2014: tutti lo ricordano per i lampi di genio di James Rodriguez e per lo psicodramma verdeoro in semifinale. La storia dice che è stata la manifestazione con il maggior numero di gol segnati: ben 171, come nel 1998 e nel 2018. Nel 1954 Austria e Svizzera hanno combinato 12 gol nella stessa gara. El Salvador, invece, è entrata nella storia dei Mondiali. Ma dalla parte sbagliata: contro l’Ungheria nell’82 il 10-1 subito vale lo scarto più ampio di sempre. Quante cose si possono fare in 11 secondi? Hakan Şükür risponderebbe “un gol ai Mondiali”. La Corea del Sud ne sa qualcosa.
Tripla ammonizione
Il Mondiale regala emozioni, risultati impronosticabili alla vigilia. E anche “nuove” regole arbitrali. Josip Simunic, infatti, è l’unico calciatore ad aver ricevuto 3 cartellini gialli in una singola sfida Mondiale. La svista è dell’inglese Graham Poll. La tripla ammonizione risale al 2006, nella gara contro l’Australia. Il primo giallo per il croato arriva al 61esimo per un fallo di ostruzione. Il secondo al 79esimo per un fallo tattico. Espulsione imminente, come da regolamento. E invece Poll se ne dimentica e Simunic prosegue indisturbato la gara. L’espulsione arriverà pochi minuti più tardi dopo l’ennesimo fallo. L’arbitro svelerà solo qualche giorno dopo di aver segnato l’ammonizione al numero 3 nella colonna sbagliata del taccuino, ovvero quella dell’Australia. Oggi con il VAR tutto questo non potrebbe accadere, in teoria.
Espulsione lampo e sanzioni record
Il cartellino rosso più rapido della storia appartiene a José Batista: nel 1986 il suo Uruguay–Scozia durò solamente 56 secondi. Quando si tratta di cartellini e sanzioni, però, c’è sempre di mezzo l’Olanda. Prima con il Portogallo nel 2006, poi contro l’Argentina nel 2022, gli Oranje non si tirano mai indietro. Queste due, infatti, sono le partite con il record di cartellini estratti in una singola gara (16).
Vecchia e nuova generazione
Il nordirlandese Normam Whiteside è il giocatore più giovane di sempre a esordire in un Mondiale. Era il 1982: scese in campo nello 0-0 contro la Jugoslavia a 17 anni e 41 giorni. Il suo record durerà almeno per altri quattro anni perché il più giovane di questa edizione sarà il messicano Gilberto Mora che ha già 17 anni e 240 giorni. E il più anziano? Il primo posto spetta all’egiziano Essam El–Hadary (45 anni e 161 giorni). Tra pochi giorni ci penserà il 43enne portiere scozzese Craig Gordon a ritoccare la classifica, ma non il podio.
Fabio Cannavaro può fare (ancora) la storia
Cos’hanno in comune Zagallo, Beckenbauer e Deschamps? Questo trio ha vinto il Mondiale sia da giocatore che da allenatore. Tra i ct in gara per l’edizione americana solo Fabio Cannavaro può aggiungersi alla lista. Anche se con l’Uzbekistan il primato è altamente improbabile. Se non impossibile.