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Olimpiadi 2026, in Valtellina FdI attacca la Lega. Anzi no. Ecco il comunicato-verità, poi minimizzato

L’epoca dei silenzi politici complici è giunta al capolinea, anche se con colpevole ritardo? Niente di tutto questo
Olimpiadi 2026, in Valtellina FdI attacca la Lega. Anzi no. Ecco il comunicato-verità, poi minimizzato
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Fratelli d’Italia contro la Lega, in provincia di Sondrio, a causa degli scandali e delle inchieste olimpiche, per smascherare quella Zona Franca che si è creata troppo a lungo attorno al grande evento celebrato tre mesi fa. C’era da strabuzzare gli occhi quando il Coordinamento Provinciale del partito di Giorgia Meloni ha diffuso un comunicato carico di sospetti e censure: “Appalti olimpici e inchiesta Simico: un silenzio che preoccupa”. Bastavano le prime righe per capire che non si trattava di un’allucinazione e si profilava una clamorosa spaccatura. “Le notizie relative all’inchiesta della Procura di Belluno che c

oinvolge i vertici di Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina, che dipende dal ministero di Matteo Salvini, ndr) non possono lasciare indifferente il territorio valtellinese, direttamente interessato da importanti opere olimpiche finanziate con ingenti risorse pubbliche”. Già l’appello a non girarsi dall’altra parte di fronte all’indagine per turbativa d’asta riguardante la cabinovia incompiuta di Socrepes a Cortina appariva una novità. Da quando l’Italia ha ottenuto nel 2019 l’assegnazione dei Giochi, dal centrodestra si sono levate solo voci entusiastiche, rassicurazioni che tutto stava procedendo per il meglio, che le Olimpiadi a costo zero sarebbero state un successo.

La linea di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non è mai mutata in questo lungo arco di tempo, anzi ha visto i rappresentanti politici dei tre partiti (i ministri Andrea Abodi, Matteo Salvini e Antonio Tajani, con i governatori Attilio Fontana, Luca Zaia e Maurizio Fugatti) sempre schierati sul versante dell’ottimismo, a costo di negare l’evidenza. Il comunicato di FdI di Sondrio è nato da una giustificazione locale, dopo che Simico ha dato la disdetta al raggruppamento di imprese condotto dalla bresciana Graffer che aveva ricevuto l’incarico di costruire una cabinovia da 44,8 milioni anche a Bormio, oltre che a Cortina e Livigno. Si tratta di una delle tante eredità olimpiche, annunciate in pompa magna, che subisce uno stop in Valtellina e pone interrogativi anche sullo sviluppo dell’appalto nel Piccolo Tibet.

La denuncia dei meloniani continuava riferendosi all’inchiesta che coinvolge Graffer (indagata anche a Verbania per un impianto non olimpico) e Simico: “Sorprende il totale silenzio della Lega e dell’amministrazione comunale di Bormio, che negli ultimi anni hanno rivendicato come propri i risultati e gli investimenti legati alle Olimpiadi. Se fino a ieri qualcuno si attribuiva il merito delle opere, oggi è doveroso che gli stessi soggetti si assumano la responsabilità politica di spiegare ai cittadini quale sia lo stato effettivo degli interventi, quali procedure siano state adottate e quali garanzie siano state poste a tutela della trasparenza”.

Un attacco frontale. “Bormio rappresenta uno dei principali poli di investimento dell’intero progetto Milano-Cortina. Per questo Fratelli d’Italia chiede che il Sindaco di Bormio riferisca pubblicamente sullo stato delle opere e che venga resa disponibile una relazione aggiornata sugli affidamenti, sui cronoprogrammi e sulle eventuali criticità emerse nel corso della realizzazione degli interventi”. Per la verità il sindaco Silvia Cavazzi non è della Lega, ma di una lista civica. La conclusione della nota pone un problema a lungo trascurato: la rendicontazione della dispendiosissima organizzazione dei grandi eventi pagati con soldi pubblici. “Le Olimpiadi costituiscono un’occasione storica per la Valtellina. Proprio per questo non possono essere trasformate in una zona franca sottratta al confronto politico e al controllo pubblico. Chi ha governato e continua a governare il territorio ha il dovere di rispondere alle domande dei cittadini. Il tempo dei comunicati celebrativi è finito: è arrivato il momento della trasparenza e della responsabilità”.

Finalmente un po’ di verità attorno alle Olimpiadi? L’epoca dei silenzi politici complici è giunta al capolinea, anche se con colpevole ritardo? Niente di tutto questo. Dopo poche ore il coordinatore provinciale di FdI, Francesco Romualdi, ha fornito l’interpretazione autentica del comunicato emesso dallo stesso Coordinamento Provinciale da lui presieduto. Il dietrofront è plateale. “Fratelli d’Italia ha il massimo rispetto per la Lega e non ha alcun dubbio che le indagini confermeranno il buon lavoro di tutte le forze politiche che hanno insieme lavorato per la buona riuscita delle Olimpiadi. Non esiste alcun caso politico con la Lega”. Strano, sembrava esattamente il contrario. Il diktat di Romualdi non ammette repliche. “Confido che le inutili discussioni e speculazioni scaturite dalla nota di ieri si trasformino in una sana e salda collaborazione che il territorio provinciale richiede”.

La sindaca Cavazzi, da noi interpellata, ha elogiato i benefici di legacy per il territorio, glissando su qualsiasi riflessione critica o autocritica. Gli unici che si sono esercitati in questa funzione necessaria per la buona amministrazione sono stati in questi anni gli ambientalisti, Alleanza Verdi Sinistra e il Movimento Cinquestelle. Tutto il resto, a destra e non solo, compone una desolante Zona Franca che, evidentemente, non è solo una prerogativa economica di Livigno, dove non si pagano Iva e accise, ma comprende un’enorme area grigia delle istituzioni. Vietato parlare di spese folli, opere fatte male, ritardi o incompiute. Un silenzio scaltro, compiacente e compiaciuto, domina nelle vallate del Nord, benedette da una nevicata di miliardi.

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