Due anni e due mesi per Nicole Minetti, due anni e dieci mesi per Renzo Bossi: sono alcune delle richieste di pena proposte oggi dal pm Paolo Filippini nell’ambito del processo a Milano sui rimborsi in Regione Lombardia. Sono state chieste 56 condanne su 57 tra consiglieri, consiglieri regionali ed ex assessori imputati in gran parte per peculato, alcuni per truffa. L’unica richiesta di assoluzione per l’ex assessore Massimo Ponzoni. Le pene più alte il pm le ha chieste per Stefano Galli (6 anni), ex capogruppo della Lega Nord, e per l’ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni (4 anni), sempre in quota alla Lega.

Al centro del processo di Milano lo scandalo delle spese “pazze” al Pirellone scoppiato alla fine del 2012. Memorabili le richieste di rimborsi contestate a Nicole Minetti, tra cui compaiono creme e il libro Mignottocrazia di Paolo Guzzanti, ma anche quelle di Renzo Bossi. Tra il 2010 e il 2012 il figlio del Senatur avrebbe messo in conto spese videogiochi, Red Bull, gomme da masticare, cocktail come Mojito, Campari e Negroni, patatine, barrette ipocaloriche, giornali, sigarette, un I-Phone, auricolari, un computer e il libro Carta Straccia di Giampaolo Pansa.

L’inchiesta della Procura di Milano era stata chiusa il 5 marzo 2015. Conti alla mano, secondo i pm, i soldi pubblici spesi illecitamente ammontavano a poco più di 3 milioni di euro. Dalle analisi degli uomini della Guardia di Finanza era emerso come fossero stati rendicontati scontrini per comprare dolci in pasticceria oltre che per fare colazioni con brioche e caffè, noleggi auto e taxi, lecca lecca e gratta e vinci. I soldi pubblici, secondo l’accusa, erano stati utilizzati anche per pagare cene a base di aragosta e sushi, merende con piadine e nutella, ostriche, ovetti Kinder, carne in macelleria, fino ai fuochi d’artificio.

Il pm Filippini ha spiegato che le attenuanti generiche vanno concesse alla maggior parte degli imputati anche in ragione della restituzione, “più o meno volontaria” o per via del procedimento aperto dalla Corte dei Conti, del denaro di cui, tramite i rimborsi illeciti, si sarebbero appropriati. E così, le richieste di pena si aggirano tra 1 anno e 10 mesi e 2 anni e 10 mesi. Da questo “range” escono però, oltre ai già citati, i 4 anni chiesti per Paolo Valentini Puccitelli, Angelo Giammario e Gianluca Rinaldin, i 3 anni per Massimo Guarischi, Antonella Maiolo, Gianmarco Quadrini, Marcello Raimondi, Luciana Ruffinelli, Carlo Saffiotti, Mario Sala, Pierluigi Toscani, Sante Zuffada.

Stessa pena chiesta per Corrado Paroli, operaio imbottigliatore di acqua minerale e genero di Galli al quale l’ex capogruppo non solo pagò con i soldi pubblici il banchetto di matrimonio con la figlia Laura Verdiana, ma ha fatto ottenere anche un contratto di consulenza con il Pirellone per 19 mesi per una cifra di oltre 196 mila euro. Si tonerà in aula il prossimo 19 aprile quando parlerà l’avvocato della Regione parte civile e poi cominceranno le difese.