Il provvedimento che introduce lo Ius soli per ottenere la cittadinanza italiana non solo è tra le priorità del governo di Paolo Gentiloni, ma il Pd è anche a favore del voto di fiducia sul provvedimento. Il presidente dei democratici Matteo Orfini, intervistato da CorriereLive, ha ribadito la posizione espressa già da alcuni giorni: “Lo Ius soli è stato già approvato alla Camera da tutta la maggioranza e secondo me si può approvare così com’è. Sarebbe meglio senza fiducia, per raggiungere una maggioranza più larga. Ma se ci sono episodi di ostruzionismo anche con la fiducia”. Intervistato da la Stampa, il 22 febbraio scorso, aveva rilanciato il tema dopo che il ddl è fermo a Palazzo Madama da mesi. Il testo è stato inserito nei lavori dell’Aula, ma con la clausola “ove conclusi i lavori in commissione” e per il momento non è ancora stato sbloccato. Se il provvedimento dovesse diventare legge, si cambierebbero le modalità di acquisizione della cittadinanza italiana permettendo agli stranieri di ottenere la cittadinanza anche se figli di genitori stranieri con permesso di soggiorno o se hanno concluso almeno un ciclo scolastico nel nostro Paese.

Sul tema si esposta anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano che, in un editoriale pubblicato sul sito www.garanteinfanzia.org, ha scritto: “Insieme alla legge è sospesa la speranza per un milione di bambine e bambini, ragazze e ragazzi che crescono in Italia senza esserne cittadini. Oggi in Italia, bambini e ragazzi che crescono, giocano, sognano e studiano insieme – frequentando gli stessi luoghi e avendo gli stessi insegnanti – hanno uno status diverso a seconda delle origini dei genitori – in risposta al principio dello ius sanguinis, crescono da stranieri in Italia e, nei fatti, finiscono per essere stranieri anche nella patria dei loro genitori”.

A un anno esatto dal via libera di Montecitorio, il 12 ottobre scorso, associazioni e attivisti avevano manifestato per chiedere di fermare l’ostruzionismo. Ma quella mobilitazione non era bastata per migliorare la situazione. Tra i contrari c’è anche parte della maggioranza di governo, ovvero i centristi di Alfano. “Orfini si guardi allo specchio e se li voti lui certi provvedimenti a suo avviso prioritari”, aveva detto il capogruppo di Ap alla Camera Maurizio Lupi. Addirittura secondo alcuni, tra cui Nino Marazzitti, si tratterebbe di una “trappola” ai danni dell’esecutivo: “E’ una provocazione, evidentemente vogliono creare il casus belli per far cadere il governo”. In ogni caso, chi si schiera contro il provvedimento è l’opposizione di centrodestra. Matteo Salvini ha promesso “le barricate non fuori ma dentro il Parlamento”, mentre Giorgia Meloni ha chiesto a Gentiloni di chiarire se anche lui consideri l’approvazione della legge sullo ius soli “una priorità”. Secondo Lucio Malan di Forza Italia, Orfini “con la cittadinanza facile vuole incentivare ulteriori arrivi”, cosa che produrrà “un aumento del  peso sul sistema sanitario, mentre aumenterebbe la povertà fra gli italiani”.