Entrambi vogliono sostenere le famiglie in difficoltà, ma nel frattempo si scambiano accuse: “Ci copiate”, “No, voi siete demagogici”. In Toscana scoppia la strana guerra tra Pd e M5s sulle misure di reddito di cittadinanza o solidarietà. La Regione Toscana a guida Pd infatti vuole introdurre a livello regionale il “reddito di solidarietà attiva” sulla scia di quanto ha già approvato la giunta dell’Emilia Romagna (400 euro al mese per chi ha un reddito inferiore ai 3mila euro), mentre i grillini rilanciano il reddito di cittadinanza, misura integrativa al reddito “per garantire 780 euro al mese, soglia minima di dignità pari”. Negli ultimi giorni lo scontro si è acceso: “La proposta grillina è demagogica e impraticabile” attaccano i democratici. “Il Pd si accorge solo ora della povertà: fino a ieri ci accusavano di populismo” ironizzano i Cinquestelle. Intanto a Livorno l’amministrazione pentastellata rilancia il reddito di cittadinanza già sperimentato nel 2016: sarà estesa la platea dei beneficiari, annuncia il Comune, per dare una risposta a 500 persone (primi assegni ad aprile).

Il Pd: “Misura straordinaria in attesa del reddito d’inclusione”
L’input alla giunta regionale arriva dal gruppo consiliare del Pd che ha presentato una risoluzione per impegnare la giunta a destinare 35 milioni di euro in favore di 54mila famiglie in difficoltà. Il reddito di solidarietà – spiega il capogruppo Leonardo Marras a ilFattoQuotidiano.it – costituirebbe “un provvedimento-ponte per i prossimi 2-3 anni da affiancare al ‘sostegno d’inclusione attiva‘ e in attesa che sia operativo a livello nazionale il reddito d’inclusione sociale proposto dal governo Renzi“. Il Pd sta cercando di soffiare al M5S uno dei suoi cavalli di battaglia? “Non stiamo copiando i grillini: la loro è una misura demagogica e inattuabile”

Il Pd prevede di recuperare i 35 milioni di euro intervenendo “nella programmazione 2014-2020 del Fondo sociale europeo in materia di politiche attive del lavoro, nonché attraverso una revisione del bilancio regionale”. In programma anche un’indagine “sui costi di funzionamento dell’ente” e “su quelle risorse destinate alla comunicazione e alle attività degli organi politici della Regione”. Una mossa del Pd renziano per ostacolare Rossi (“spenda meno in comunicazione e più per il sociale” attaccò nei giorni scorsi il segretario regionale Pd Dario Parrini) nella sfida a Renzi? “Sciocchezze – risponde Marras – Stiamo cercando di rastrellare risorse ovunque”.

Il M5s: “Garantire 780 euro al mese”
Dall’altra parte il M5S chiede invece che la sua proposta di legge (una prima bozza venne presentata già a fine 2016) sia discussa nella prossima seduta del consiglio. A beneficiare ogni anno del reddito di cittadinanza sarebbero circa 58mila toscani con reddito Irpef inferiore a 9360 euro e Isee sotto 6500: “L’obiettivo – spiega il consigliere regionale Giacomo Giannarelli – è garantire 780 euro al mese, soglia minima di dignità. La nostra sarebbe dunque una misura integrativa al reddito per consentire a tutti di poter arrivare a questa soglia. Un esempio? Se una persona guadagna 380 euro potrà ottenere un’integrazione di 400 euro“. Non si tratta – sostengono i grillini – di un intervento assistenzialista: “I beneficiari dovranno seguire percorsi formativi ai centri per l’impiego e rendersi disponibili con i Comuni per progetti di utilità sociale. E chi rifiuta per 3 volte un lavoro perde il diritto al sostegno”.

Quanto costa il reddito di cittadinanza
Per il reddito di cittadinanza servirebbero 58 milioni di euro nel 2017 (“perché non entrerebbe in funzione prima di giugno” chiarisce il consigliere regionale Gabriele Bianchi) e 114 sia nel 2018 che nel 2019. Dove trovare i soldi? I grillini propongono “tagli agli stipendi di consiglieri e giunta”, ricollocazione di risorse (Fondo sociale europeo, sostegno all’occupazione, fondo per i diritti di sociale e famiglia) e “lotta agli sprechi” (interventi istituzionali in sanità, fondi del consiglio regionale). Si pensa inoltre di rinegoziare il contratto di servizio con Toremar: “Se il prezzo del greggio è crollato del 50 per cento negli ultimi anni – dichiara Enrico Cantone – e rappresenta la voce di costo principale per un armatore perché non possiamo diminuire di un semplice 10 per cento l’importo che diamo ad Onorato di Moby?”

Livorno, torna il reddito di cittadinanza: “Noi apripista”
Dopo l’esperimento del 2016 (500 euro per 6 mesi a 100 famiglie) l’amministrazione comunale di Livorno rilancia il reddito di cittadinanza: “Il bando è in fase di ultimazione – conferma l’assessore al Sociale Ina Dhimgjini – la cifra stanziata è sempre 300mila euro. I primi assegni saranno liquidati a aprile. I beneficiari quest’anno saranno però circa 500 e ciascuno di loro potrà incassare fino al 31 dicembre tra i 150 e i 500 euro“. La base dei beneficiari è ampliata: “Questo grazie al sostegno all’inclusione attiva in favore delle famiglie bisognose e all’apertura del bando fino a chi ha 65 anni e 7 mesi”. Dhimgjini è soddisfatta: “Abbiamo fatto da apripista“. A accendere i riflettori sull’iniziativa livornese è tra l’altro anche il Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre. Il reddito di cittadinanza sarà infatti oggetto di un’indagine: “Lo studio – precisano dal Comune – contribuirà a chiarire l’impatto sociale che le misure locali di contrasto alla povertà hanno sulle persone e consentirà di vagliarne eventuali sviluppi futuri”. I risultati saranno resi noti a giugno.