Pur non vivendo più in America da quasi un anno, conservo ancora stretti legami con gli amici e connazionali all’estero coi quali ho condiviso una larga parentesi della mia vita. Con loro ho vissuto la fase che precedette immediatamente il voto degli italiani all’estero e la creazione dei Comites (Comitati degli italiani all’estero), conquiste che hanno consentito ai connazionali, grazie al lavoro svolto dal compianto On. Tremaglia, di vedersi direttamente rappresentati a Roma, e che ha visto persino, a suo tempo, la creazione di un Ministero per gli Italiani all’Estero (poi abbandonato inopinatamente sia dai governi Prodi che da quelli Berlusconi).

Questo stretto legame, non politico ma affettivo, mi spinge ora a scrivere questo post, anche per contrastare la recentissima decisione del premier italiano Renzi di scrivere a tutti i connazionali (costo stimato più di due milioni di euro) per incitarli a votare nel prossimo referendum costituzionale dove anche gli italiani all’estero in possesso della cittadinanza italiana potranno anch’essi decidere con un Sì o con un No nel referendum per approvare le riforme che lo stesso Renzi, capo del Partito Democratico (che ha ampia maggioranza nel Parlamento italiano), e premier del Governo italiano, ha già fatto approvare a maggioranza semplice da un Parlamento eletto con la legge cosiddetta del cosiddetto “Porcellum”.

E’ quasi incredibile che un Parlamento eletto con la legge elettorale denominata “Porcellum” proprio perché le liste dei candidati (nominativo e posizione in lista) veniva fatta dai segretari dei partiti e ai cittadini rimaneva (e rimane tuttora) solo il potere di mettere la propria crocetta su una scelta comunque già fatta dai partiti, sia giuridicamente e moralmente idoneo a legiferare, non solo per l’ordinaria amministrazione, che già sarebbe un azzardo, ma addirittura idoneo a cambiare la Costituzione.

Se aggiungiamo a questo il fatto che, per convenienze partitocratiche (favori in cambio dei voti), questo Parlamento è già inquinato da un altissimo numero di personaggi pluri-indagati per diversi crimini con elevata prevalenza di quelli per corruzione o concussione, appare del tutto improprio affidare proprio ad un Parlamento così malamente inquinato il compito di cambiare nientemeno che la Bibbia laica di ogni nazione, ovvero la Costituzione.

Se poi volessimo entrare nel merito delle modifiche proposte alla Costituzione, tra le quali la più vistosa è quella del pesantissimo cambiamento istituzionale previsto nell’abbandono del cosiddetto bicameralismo perfetto (dove le leggi devono essere approvate da entrambe le Camere, come è tuttora nel Congresso americano) per avviare un sistema dove il Senato non solo dovrà occuparsi istituzionalmente quasi esclusivamente di materie locali e regionali, ma che non verrà più eletto dal popolo ma verrà nominato direttamente dai Consigli Regionali che quindi, per andare a Roma a legiferare, non riusciranno più a far bene nessuna delle due cose, l’obbrobrio è totale.

Quindi il sistema legislativo italiano diventerebbe non solo (di fatto) monocamerale (in luogo del bicameralismo perfetto) ma persino esageratamente dominato da un leader di partito (attualmente Renzi) che, controllando il suo partito controlla già il funzionamento sia del governo che del Parlamento.

Inutile dire che piuttosto di un pastrocchio simile, che cancella di fatto la democrazia per avviare un premierato forte (anzi, invadente e autoritario, a giudicare dal comportamento di Renzi negli oltre due anni del suo governo) è molto meglio tenerci la Costituzione che i nostri padri costituenti ci hanno dato con grande buon senso e tolleranza dopo i disastri della guerra.

Un vecchio e saggio proverbio, mai così vero come in questa occasione, dice: “Chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quello che lascia, non sa quello che trova”. Perciò, e per quello che propone questa oscena riforma, il mio consiglio è votate No (oppure non votate per niente), perché le riforme Costituzionali si fan con la larga partecipazione e l’accordo di tutte le forze politiche, non l’uno contro l’altro come sta facendo Renzi, tra l’altro producendo un primo gravissimo guasto spaccando in due il suo stesso partito, che giustamente non lo segue compatto come lui sperava.

Se proprio si vuole avere un governo più forte si proponga un sistema di tipo “presidenziale”, come quello americano, e si lasci al popolo il diritto di scegliersi i candidati che verranno eletti, e dai quali verranno governati, come e’ sacrosanto in ogni vera democrazia.