Sindaci Cinque stelle a lezione di rifiuti da un ex sindaco Cinque stelle, e non da uno qualsiasi, ma da Federico Pizzarotti. L’addio politico dell’ex dissidente che a inizio ottobre 2016 è uscito dal Movimento sbattendo la porta e lanciando pesanti accuse ai vertici, non basta a tenere lontani gli altri amministratori pentastellati e i loro tecnici da Parma, che sta facendo scuola in campo di raccolta differenziata porta a porta in Italia e anche all’estero. E così, dopo Livorno, anche da Roma hanno bussato alla porta del municipio ducale per confrontarsi sulle politiche ambientali e rilanciare quelle della capitale.

Il 2 novembre 2016 Federico Pizzarotti e il suo assessore all’Ambiente Gabriele Folli hanno ricevuto in municipio Roberto Cavallo, che attualmente è consulente per l’amministrazione romana, e in particolare per la partecipata Ama in tema di rifiuti. Cavallo, già presidente di Erica Coop, consulente del ministero dell’Ambiente per il Piano Nazionale Prevenzione Rifiuti e curatore della rubrica dedicata al tema del riciclo dei rifiuti all’interno del programma di Rai 3 Scala Mercalli, aveva collaborato con Parma all’inizio del mandato di Pizzarotti per avviare la raccolta differenziata e l’applicazione della tariffa puntuale. Ora che il modello nella città ex pentastellata è stato sperimentato, Parma rappresenta il comune di più grandi dimensioni in Italia ad avere intrapreso questo percorso e per questo è diventata un caso da studiare per essere esportato anche in altri territori. Compresi quelli governati dai Cinque stelle, tra cui la capitale con sindaco Virginia Raggi.

Il dialogo Roma-Parma instaurato dal consulente sul tema rifiuti però sembra aver imbarazzato la giunta romana. L’assessorato all’Ambiente infatti, tramite l’ufficio stampa, si è affrettato a precisare che Cavallo è un consulente esterno e che “la sua visita a Parma è stata fatta a titolo personale, e non è stata concordata con Ama né con l’assessorato all’Ambiente”. Poco dopo lo stesso Cavallo ha specificato che si è recato nella città emiliana come è andato anche a Torino, Milano, Bruxelles, Treviso, Dublino (“Vado ovunque ci sia da curiosare chiedere ascoltare imparare”, ha scritto su Facebook). Il resoconto dell’incontro istituzionale con Cavallo, illustrato in una nota del Comune di Parma, parlava in realtà del confronto con “un consulente del Comune di Roma sullo stato di avanzamento del sistema di raccolta porta a porta e tariffazione puntuale” che si era svolto alla presenza del responsabile progettazione raccolte della multiutility Iren Luigi Zoni.

La visita era stata commentata in modo positivo dall’assessore Folli, che aveva sottolineato proprio l’importanza del dialogo anche con amministrazioni di diverso colore politico: “Per noi è sempre utile poter condividere con altre realtà esperienze, risultati e problematiche affrontate nel percorso di attuazione di una gestione sostenibile degli scarti. Lo abbiamo sempre fatto in passato e continueremo a farlo indipendentemente dal colore politico di chi ci chiede aiuto perché riteniamo che economia circolare e sostenibilità ambientale debbano essere patrimonio comune su cui non debbano esistere contrapposizioni”. Lo stesso Cavallo su Facebook dopo il colloquio aveva ringraziato sindaco e assessore per averlo ricevuto, parlando di Parma come “eccellenza italiana” e ammettendo che “se tutti i comuni italiani ottenessero questo risultato si dovrebbero gestire 6 milioni di tonnellate di rifiuti residui anziché 18 milioni: ovvero potremmo spegnere qualche inceneritore anziché ipotizzare di costruirne altri”. Parole di elogio indirizzate a Pizzarotti e i suoi, che nel Movimento però hanno pagato con l’isolamento proprio il fatto di non essere riusciti a spegnere l’inceneritore, senza invece vedere mai riconosciuti i risultati delle politiche sui rifiuti.