C’è chi si riunirà in preghiera fino a notte inoltrata per “riparare ai danni causati dalla festa pagana”, chi contrapporrà a streghe e zucche accese le immagini dei santi, e chi, invece del costume da fantasma, vestirà quello da Gesù. Arriva Halloween, e mentre l’Italia si prepara a bussare alla porta del vicino di casa per domandare dolcetto o scherzetto, dalla Lombardia alla Sicilia, chiese, gruppi religiosi e famiglie contrarie alla notte delle streghe sono pronti a vestirsi di bianco per dire “no” a costumi da mostro e scheletri di carta. “Halloween – spiega la parrocchia di San Giuseppe in Spicello, a Fano (Pesaro e Urbino) – trasmette le tenebre, ma noi dobbiamo riparare ai danni che produce, soprattutto sui bambini, onorando i santi che trasmettono la luce di Dio”.

Tra le più popolari risposte alla ricorrenza di origine celtica c’è Holyween, la festa dei santi, che la catechesi di Romano, in Lombardia, ad esempio, la sera del 31 ottobre celebrerà sia live, invitando i bambini a vestire i panni di santi e angeli, sia sui social network, lanciando un appello alla comunità ad accendere un lumino sulla propria finestra, allo slogan “zucche vuote? No, grazie”. Iniziativa simile a Vigonza, nel padovano, che ha deciso di rilanciare la pratica anti-pagana rinominando la festa religiosa Holy Win, cioè il santo vince. A organizzare la nottata per giovani e meno giovani saranno i Legionari di Cristo, un istituto religioso maschile di diritto pontificio fondato nel 1941 a Città del Messico, e anche in questo caso la divisa d’ordinanza sarà il costume del proprio angelo o santo preferito. Ma ci si potrà vestire anche da Gesù: ciò che conta, spiega padre Carlos Blanco, “è promuovere tra i più giovani la devozione ai santi, così che diventino veramente amici dei bambini”.

Abbigliamento libero, invece, per partecipare alle veglie di preghiera organizzate per la vigilia di Ognissanti da decine di parrocchie in tutta Italia. A San Giuseppe in Spicello, così come a Marsala e al Sacro Cuore di Gesù, località Campi Bisenzio, ad esempio, si pregherà fino a tarda sera, al grido “usa la testa, non la zucca”, mentre a Milano ci si rivolgerà a Dio camminando. Per i ragazzi della diocesi cittadina l’appuntamento è a Sant’Ambrogio, al tramonto del 31 ottobre: a seguire, una nottata di pellegrinaggio per le chiese del centro storico in cerca delle “tracce di santità”, “un’iniziativa che va al cuore della loro decisione di essere veri discepoli del Signore Gesù”.

“Oggi attorno ad Halloween c’è un mercato di maschere, teschi, zucche, mantelli, cappellacci, fantasmi, streghe e zombie, balli in maschera, notti trasgressive. Ma è anche un periodo in cui si denota un netto incremento di affari per i maghi dell’occulto”, spiega la parrocchia dell’Assunta di Isola di Capo Rizzuto, che per ammonire i propri fedeli in vista della notte delle streghe cita don Aldo Bonaiuto, autore di Halloween, Lo scherzetto del diavolo. “Altro che semplice evasione e gioco. Le nuove generazioni ricevono un ulteriore bombardamento di orrore e violenza, pensando forse che la paura della morte si possa vincere facendo amicizia con fantasmi e vampiri, streghe e demoni”. Una campagna di sensibilizzazione sposata anche dal web, con appelli e campagne diffuse via social network all’hashtag #IoStoConISanti e #fuoriHalloweendallescuole. Padre Gabriele Amorth, tra i principali sostenitori della battaglia contro Halloween, scomparso lo scorso settembre, docet.

“Basta guardare i costumi presentati dai negozianti e tutte le pubblicità malsane fatte intorno a questa festa per constatare la sua matrice demoniaca – si legge in una nota pubblicata dalle parrocchie di Zibido San Giacomo, diocesi di Milano – vogliamo continuare a sacrificare i nostri bambini agli dei moderni, quali la pubblicità e il commercio?”. La Chiesa, sottolinea anche don Cosimo Galizia, della parrocchia Apollinara-Thurio di Corigliano Calabro, “non riconosce assolutamente questa profanazione americana, Halloween, che di sacro non ha nulla. A tal proposito, è stata mia premura recarmi nelle scuole per scoraggiare simili abitudini, che si discostano totalmente dagli insegnamenti cristiani”.