Nuova strage di civili ad Aleppo. Sono almeno 15 le persone uccise da un raid aereo sulla parte orientale della città, la zona controllata da insorti anti-governativi nella Siria settentrionale. Secondo fonti locali citate dall’Aleppo Media Center, una piattaforma di reporter, i caccia russi o governativi siriani hanno colpito il mercato orto-frutticolo di Firdaws.

L’attacco – ricorda l’Ansa – 24 ore dopo il bombardamento di artiglieria su una scuola nel sud del Paese, sotto il controllo dei governativi, nel quale sono morti cinque minori, tra bambini e adolescenti. Sempre ieri, sempre ad Aleppo 16 civili sono stati uccisi nel corso di un raid nella parte est.

Martedì la cronaca della giornata si era aperta con la notizia di un’autobomba esplosa a Manbij, nel nord del Paese, nella cittadina ex roccaforte dell’Isis tra Aleppo e l’Eufrate e ora controllata dalle forze curde sostenute dagli Stati Uniti. Nell’esplosione sono morte 11 persone e l’attentato è stato rivendicato in seguito dallo Stato islamico, anche se non è possibile verificare in maniera indipendente l’autenticità della rivendicazione.

Almeno cinque jihadisti sono invece morti a causa dell’esplosione di un ordigno artigianale posto sul ciglio della strada nel sud della Siria, nella zona al confine tra le regioni meridionali di Daraa e Suwayda, alla frontiera con la Giordania. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) non ha fornito al riguardo ulteriori dettagli. I cinque minori uccisi nella scuola si trovavano in classe nell’istituto scolastico di Daraa, città contesa tra governativi e insorti. L’Ondus e l’agenzia ufficiale siriana Sana attribuiscono il bombardamento con colpi di mortaio alle forze armate anti-regime, terroristi; secondo la denominazione governativa di Damasco. Nell’attacco è morto anche un adulto e sono rimaste ferite circa 20 persone, tra cui altri minori.

Raid aerei russi e governativi sono tornati invece a seminare la morte nei quartieri orientali di Aleppo, in particolare nel rione di Bustan al Rasha. Nella città contesa del nord si trovano secondo l’Onu circa 275mila civili, accanto a 15 mila miliziani di vari gruppi.

Aleppo est è da settimane sotto assedio dalle forze lealiste, a cui partecipano anche Pasdaran iraniani, Hezbollah libanesi e altre varie milizie irachene filo-iraniane. Dopo esser stati sostenuti a lungo dalla Turchia e dai Paesi del Golfo, gli insorti della zona lamentano di esser stati abbandonati al loro destino sotto assedio e di non aver altra scelta che la resistenza: fino all’ultimo uomo.