Ha confessato di avere investito e ucciso Giada Molinaro e di essere scappato. Si chiude così, con l’arresto del 24enne Flavio Jeanne e con l’ammissione delle sue responsabilità, la caccia al pirata della strada di Varese. Mercoledì sera, in pieno centro, la 17enne è stata travolta da un’auto pirata mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Il conducente era fuggito senza prestare soccorso. Dopo una giornata di ricerche vane i carabinieri hanno fermato Jeanne, con l’accusa di omicidio stradale. L’uomo, fermato dai militari mentre stava andando al lavoro, aveva portato a far riparare un fanalino della sua auto, una Kia Rio Bianca, in una carrozzeria della zona. Il carrozziere, a conoscenza dell’episodio, si è insospettito e ha avvertito le forze dell’ordine.

IL GIOVANE ARRESTATO – Il ragazzo, che vive a Sesto Calende, sempre in provincia di Varese, è stato fermato a seguito delle indagini dei carabinieri della Compagnia di Gallarate in collaborazione con il Reparto Operativo dei carabinieri di Varese e  la polizia locale del capoluogo provincia. Il giovane è stato bloccato dai militari mentre andava al lavoro, in un ristorante della zona. L’uomo, nato ad Agrigento, lavora come cuoco. L’automobile era stata segnalata dalla Polizia locale, che aveva visionato i filmati dell’incidente di mercoledì. Dopo la confessione, l’uomo è stato poi portato in carcere a Busto Arsizio.

L’INCIDENTE – La dinamica dell’incidente avvenuto attorno alle 23 di mercoledì è stata vagliata dalla Polizia Locale di Varese. Giada Molinaro stava facendo rientro a casa a piedi. Arrivata in via dei Mille ha attraversato la strada, ed è in quel momento che Giada, poco distante dal suo ragazzo e dalla mamma di lui, è stata travolta sulle strisce pedonali da un’auto bianca. È morta sul colpo, mentre il guidatore della macchina sfrecciava via senza nemmeno frenare. Nelle scorse ore era arrivato anche l’appello della mamma della vittima: “Visto quanto ti sei dimostrato indegno non fermandoti dopo aver ucciso mia figlia adesso abbi almeno la dignità di costituirti”.