Un deficit di trasparenza nella revoca della capa di Gabinetto che lo ha spinto a fare un passo indietro dal suo incarico di assessore al Bilancio in Campidoglio. Marcello Minenna dopo giorni di polemiche, ha deciso di spiegare i motivi delle sue dimissioni su Facebook. L’accusa è per la gestione della sindaca M5s Virginia Raggi della vicenda che ha riguardato Carla Raineri. “Quello che è successo”, ha scritto, “è stato ricostruito in modo adeguato dalle fonti giornalistiche che ho citato, ma mi rendo conto che il silenzio non paga e può essere frainteso. Quindi consentitemi di dirlo nel più chiaro dei modi”. Pochi giorni fa, si legge nel post, “ho sentito il dovere di rassegnare le dimissioni dall’incarico quando ho percepito quello che definirei eufemisticamente un ‘deficit di trasparenza‘ nella gestione della procedura di revoca di quella delicatissima e nevralgica figura amministrativa del capo di Gabinetto, vero garante della legalità e trasparenza nella tecno-macchina comunale”. Minenna va anche oltre e dice che nelle poche settimane passate dopo l’insediamento ha dovuto far fronte ad ingerenze esterne nel suo lavoro: “Ho anche, in questi mesi, respinto interferenze e ‘compromessi’ al ribasso sempre interloquendo con tutti nel rispetto dei diversi ruoli istituzionali”.

Il dirigente Consob nel suo post su Facebook ha voluto anche difendersi dalle accuse di “arroganza” per la sua decisione di ritirarsi a meno di due mesi dall’incarico. Dopo lo scontro tra la Raggi e la Raineri infatti, l’ex assessore ha deciso di fare un passo indietro e dopo di lui altri tre dirigenti in Campidoglio. Un effetto domino criticato da molti. “Consentitemi di dirlo”, ha scritto, “nel più chiaro dei modi: le mie non sono dimissioni ‘arroganti’ o di ‘solidarietà’ rispetto a quelle rassegnate unilateralmente dalla dottoressa Raineri (nei cui confronti nutro sentimenti di profonda stima)”. Minenna ha detto di aver agito anzi con “umiltà”: “Dimettersi per avere avvertito disagio di fronte a una scelta non chiara, né trasparente in ordine alle autentiche dinamiche ad essa sottese (o retrostanti) è, allora, semplicemente un gesto di umiltà e responsabilità: un gesto, divenuto oramai irrevocabile che consegno alla sindaca Raggi con l’auspicio di un reale chiarimento nell’interesse comune dei cittadini di Roma. E con la coscienza di aver fatto il mio dovere di perseguire interessi generali e bene comune, valori fondanti e cari al M5s”.

Intanto continuano le polemiche dentro il Movimento. Beppe Grillo e il direttorio non nascondono il nervosismo per la gestione della crisi da parte della sindaca Raggi. Il leader solo ieri aveva deciso di andare a Roma per incontrare la prima cittadina. Poi ha cambiato idea e il confronto è avvenuto via telefono. In un primo momento i vertici avevano pensato di pubblicare una lettera sul blog in cui si lasciava autonomia di azione alla sindaca, ma al tempo stesso si sottolineava che avrebbe dovuto assumersi le conseguenze delle sue azioni. Come ricostruito oggi dal Fatto Quotidiano però, lo scontro tra i membri del direttorio sui toni ha convinto il leader a bloccare la pubblicazione del testo.

Una delle accuse più ricorrenti alla Raggi è quella di non aver condiviso le scelte con la base M5s e soprattutto di non essersi consultata con direttorio e mini direttorio romano. Per questo nelle scorse ore le riunioni con i parlamentari sono state tutt’altro che serene. Oggi la senatrice romana Paola Taverna, intervistata dalla stampa, ha però ribadito che il sostegno per la sindaca non è in discussione: “Continuiamo senz’altro a sostenere Virginia Raggi, che andrà avanti nel suo lavoro”. E ha aggiunto: “Virginia è tranquilla e va avanti senza problemi. In 48 ore farà le nuove nomine e si potrà ripartire”. Commentando le dimissioni del capo di gabinetto Raineri, Taverna ha anche detto che “il Movimento 5 stelle garantisce sempre la legalità, che è il nostro punto di partenza. Dopo il parere dell’Anac Raineri non poteva più restare, perché la nomina non era stata fatta bene. Basta superarlo e andare avanti”.

Secondo quanto si apprende, la sindaca di Roma oggi è al lavoro per la selezione di curriculum e colloqui per riempire le altre quattro caselle rimaste vuote dopo la raffica di dimissioni dell’altroieri. Ovvero, per trovare un nuovo capo di gabinetto, un nuovo assessore al bilancio, patrimonio e partecipate, un nuovo direttore generale di Atac ed un nuovo amministratore unico per Ama. Ieri è stato scelto Manuel Fantasia come amministratore unico di Atac. Dallo staff della sindaca interpellati sui tempi della scelta rispondono: “Non abbiamo fretta, puntiamo sulla qualità”.