Le motivazioni addotte da Virginia Raggi sono da considerare plausibili, per questo l’inchiesta va archiviata. E’ la richiesta avanzata dalla procura di Roma circa l’indagine sui presunti illeciti connessi all’omessa dichiarazione di incarichi e compensi relativi ad una consulenza presso la Asl di Civitavecchia da parte della sindaca nel periodo in cui era consigliera dell’Assemblea Capitolina.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ed il sostituto Francesco Dall’Olio hanno motivato la richiesta sostenendo, secondo quanto si apprende, che esisteva un obbligo di dichiarazione, ma che le giustificazioni fornite dalla Raggi, anche alla luce della contraddittorietà della modulistica, sono da considerare plausibili. Il fascicolo era stato aperto sulla base dell’esposto presentato dall’Associazione nazionale libertà e progresso (Anlep).

I due incarichi riguardavano il recupero crediti per complessivi 13mila euro. Le erano stati affidati dall’Asl Roma F di Civitavecchia per fare causa a Giuseppe Crocchianti, deceduto a febbraio. Il primo, per complessivi 8mila euro, risale al luglio 2012; il secondo, da 5mila euro, è datato luglio 2014, quando la Raggi era già consigliera del Movimento 5 Stelle. La procura procedeva per falso ideologico perché non la Raggi – che aveva poi rinunciato all’incarico e chiuso i rapporti con la Asl – non aveva mai dichiarato l’incarico del 2014 e aveva dichiarato il primo solo dopo aver ricevuto l’acconto, nel 2015.

Venerdì 21 luglio il primo cittadino era stato sentito dai pubblici ministeri. Poi aveva scritto su Facebook: “Ho chiarito ogni aspetto, ho piena fiducia nel lavoro della magistratura” noi continuiamo “a lavorare per la città”.