Non solo Michela Murgia. Ma ora anche Francesco De Minicis, l’avvocato di Amedeo Mancini, l’uomo arrestato per l’omicidio del profugo nigeriano Emmanuel Chidi Namdi. Parlando alla Zanzara, su Radio24, il legale ha ricordato che “scimmia” è “una parola che viene detta in giro anche da onorevoli e i ragazzi pensano si possa dire e invece non si deve dire. Certamente se questi signori politici usassero un linguaggio più contenuto persone che non hanno livelli culturali elevati non si sentirebbero liberi di dirlo”. Sta dicendo che la colpa è anche di Calderoli che disse orango all’ex ministro Kyenge?, chiedono i conduttori: “Beh, guardate. Nei salotti tv e radio si dicono stupidaggini e poi ci sono persone che non leggono libri e guardano solo tv e vanno allo stadio che pensano che certe cose si possono dire”. Parole che anticipano probabilmente la linea difensiva per smontare almeno l’aggravante dell’odio razziale contestata a Mancini dalla Procura di Fermo.

Secondo la ricostruzione dell’avvocato De Minicis “i due nigeriani erano vicini a un’auto in modo sospetto e armeggiavano intorno a un’auto. Tra gli insulti sciocchi e stupidi detti da Mancini sono passati 5 minuti. Il palo lo ha preso il nero, è pacifico. I primi ad aggredire sono stati i due nigeriani, ma questo è ormai chiaro anche dal capo di incolpazione che è omicidio preterintenzionale“. “Il ragazzo – conclude il legale – ha detto la parola ‘scimmia’ e un invito ad andarsene. Una frase ignobile che poteva risparmiarsi. Ora si è pentito, è distrutto, ma con il pugno non si vuole uccidere. Probabilmente il nigeriano è morto sbattendo la testa“.