E’ stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana indagato per l’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi: il richiedente asilo nigeriano è stato pestato a morte il 5 luglio a Fermo, mentre difendeva la compagna dagli insulti razzisti di Mancini. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha precisato che all’omicida è stata contestata anche l’aggravante della finalità razzista. E ha aggiunto che “la commissione competente ha concesso alla compagna del migrante ucciso a Fermo lo status di rifugiata“. Che ora chiede “che venga fatta giustizia, giustizia nel modo migliore per mio marito”. Questa la supplica di Chinyery Emmanuel, la vedova di Emmanuel Chidi Namdi. Sconvolta dal dolore e ancora sotto choc e sedativi, ha voluto parlare con i giornalisti per raccontare la sua versione dei fatti e per invocare giustizia. 

Sul caso c’è anche la presa di posizione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si dice “addolorato dal gravissimo episodio di intolleranza razziale” e ha chiesto al prefetto di Fermo di esprimere “alla vedova la sua piena solidarietà e di prestarle ogni necessaria forma di assistenza”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto che il governo è vicino a don Vinicio, il prete che guida la comunità di migranti, e alla famiglia di Emmanuel: Contro l’odio, il razzismo e la violenza”. Diverso il tono delle dichiarazioni della Lega Nord che, pur condannando il gesto, parla di “rischio bombe sociali” e rilancia: “L’apertura indiscriminata a tutti i clandestini alimenta anche episodi di razzismo“.

Le prime ricostruzioni dell’omicidio
Mancini, titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, per le sue violenze sugli spalti era già stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno. L’uomo finora era indagato a piede libero. Nella prefettura di Fermo si tiene la riunione del Comitato per la sicurezza pubblica, con la presenza del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Secondo una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti, due sere fa Mancini ha insultato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery, gridandole “scimmia africana” e strattonandola, tanto da provocarle alcune escoriazioni. Secondo quanto raccontato dall’ultrà, il migrante lo ha aggredito con un paletto stradale e poi è scattata la reazione. Ma la versione della compagna afferma il contrario, cioè che l’oggetto è stato usato per colpire Chidi Namdi. E don Vinicio Albanesi, responsabile della struttura dove era ospitato il giovane, spiega al Corriere Adriatico che la versione dell’ultrà è stata “smentita dal referto medico” sullo stesso Mancini, secondo il quale, riporta il sacerdote, l’aggressore “ha ricevuto solo un morso”.

Alfano: “Segnale forte per scongiurare contagio”
Il Governo, ha detto tra l’altro il ministro Alfano, “ha voluto dare un segnale forte e chiaro per scongiurare ogni ipotesi di contagio”. “Seminando odio – ha aggiunto – si può raccogliere sangue”. Per il capo del Viminale “il germe del razzismo va stroncato, affinché non generi frutti avvelenati”. Nel merito, poi, Alfano si chiede “cosa si fa dei migranti ‘irregolari’, che non sono criminali ma che non hanno i requisiti per avere asilo politico se non si fanno celermente controlli e rimpatri? E’ uno dei rischi maggiori per l’Italia, ma soprattutto per la Ue”. Il ministro dell’Interno ha ricordato che “l’agenda Juncker prevede regole chiare e che oggi le decisioni delle commissioni sullo status di rifugiati e sui rimpatri avvengono più velocemente. Ma se il meccanismo si inceppa, c’è il rischio di riempire i centri di accoglienza e che il sistema non tenga. Questo è il tema che ho posto e che continua a porre ai colleghi in sede europea”.

La compagna ancora sotto choc
Chinyery “sta male, è sconvolta, completamente sotto choc e inconsolabile per la perdita di Emmanuel”, riporta chi assiste la giovane nigeriana. ”E’ seguita dai medici, e da alcune suore. Cerchiamo di farle coraggio, ma in Italia ormai è completamente sola, non ha parenti, nessuno”. Intanto la vittima non ha potuto donare gli organi: la sua famiglia è stata decimata in Nigeria dai terroristi di Boko Haram, e la sua compagna non poteva dare l’autorizzazione all’espianto perché non aveva potuto sposarlo legalmente. I due infatti erano senza documenti quando sono arrivati in Italia.

Iwobi (Lega): “L’apertura a tutti i clandestini alimenta il razzismo”
E a meno di 24 ore dalla morte del giovane nigeriano, arrivano le reazioni del mondo politico. All’interno dell’unanime condanna dell’omicidio, spuntano però i distinguo della Lega Nord. “I responsabili della morte di Emmanuel, il nigeriano ucciso a Fermo per aver difeso la sua compagna, vanno consegnati al più presto alla giustizia. Pena esemplare – afferma in una nota Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord, anch’egli nigeriano, da 40 anni in Italia – Ma quanto accaduto fa riflettere. Nulla giustifica la violenza, mai. Detto ciò, la Lega ha sempre messo in guardia dal rischio di bombe sociali a causa di una politica fallimentare del nostro governo sull’immigrazione”. E poi passa all’attacco: “Nessun rispetto delle regole e apertura indiscriminata a tutti i clandestini alimenta anche episodi di razzismo, come quello che purtroppo è costato la vita ad Emmanuel”. Per l’esponente leghista “l’unica risposta seria a questo fatto di violenza è una politica migratoria seria e quindi non il disastro perpetrato finora da Renzi, Alfano e Boldrini. Respingimenti per i clandestini e asilo a chi scappa davvero dalle guerre. Solo con regole certe e rispetto della legge si evitano le bombe sociali e la violenza”.

Anche il segretario leghista Matteo Salvini condanna l’omicidio, ma poi punta il dito contro l’immigrazione clandestina. “Chi uccide, stupra o aggredisce un altro essere umano va punito. Punto. A prescindere dal colore della pelle“, ma “è sempre più evidente che l’immigrazione clandestina fuori controllo, anzi l’invasione organizzata, non porterà nulla di buono. Controlli, limiti, rispetto, regole e pene certe: chiediamo troppo?”.