Sono almeno undici i siriani, per lo più di una sola famiglia, uccisi dalle guardie di frontiera turche mentre cercavano di attraversare il confine dal nord-ovest della Siria. La notizia è stata diffusa dal sito di informazione siriano vicino all’opposizione Orient News. Mentre per l’Osservatorio siriano per i diritti umani i morti sono otto.

Tra le vittime ci sono almeno due donne e quattro bambini, partiti nella notte dal villaggio di Khirbet al Jouz. L’Osservatorio ha documentato, dall’inizio dell’anno, la morte di quasi sessanta civili siriani, che cercavano di fuggire dalla Siria, uccisi dalle guardie di frontiera turche. A causa della guerra in Siria, oltre 2,7 milioni di rifugiati sono fuggiti in Turchia, secondo l’Onu. Ankara ha rafforzato la sicurezza lungo i confini nei mesi scorsi per evitare ulteriori ingressi.

Le autorità turche stanno indagando sui quanto avvenuto anche se al momento non sono “in grado di verificare autonomamente le informazioni riguardanti gli spari. La Turchia – spiegano le stesse fonti – fornisce assistenza umanitaria agli sfollati nel nord della Siria e segue la politica della ‘porta aperta’, ammettendo profughi le cui vite sono in imminente pericolo“.

“Quattro bambini innocenti uccisi dall’esercito mentre tentavano di entrare in Turchia, in fuga da una guerra che dura da 5 anni, senza soluzione, basta così. È un atto che, se confermato, non ha precedenti, insopportabile” dice Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, che definisce l’accaduto “l’ennesima oscenità” ed esprime l’auspicio che la Ue “chieda spiegazioni urgenti. Chi aspira a entrare in Europa non può macchiarsi di episodi del genere, va ribadito con forza in tutte le sedi”.

Non ci sono dubbi: “Chiunque spara a dei bambini che tentano di fuggire dal terrore è un criminale, come criminale è anche chi li costringe alla fuga dal loro Paese. Il mondo continua a tacere, l’Europa alza muri, la pace in Siria è lontana e nel frattempo le persone costrette a fuggire da questo paese sono 5,5 milioni, la cui metà sono proprio bambini che scappano da una guerra che non hanno certo voluto e che distrugge tutto, scuole, case, ospedali. Non si può rispondere con le armi alla disperazione”.  In Siria, ricorda Unicef Italia, “ci sono ancora 20 città sotto assedio e proprio settimane fa tanto le organizzazioni umanitarie quanto Staffan de Mistura avevano ammonito la comunità internazionale che l’esodo di siriani in fuga da Aleppo e altre città verso la Turchia avrebbe portato ad una nuova ondata migratoria, circa 400 mila persone, che avrebbero tentato di entrare all’interno del Paese che già ospita non senza problemi 2,5 milioni di siriani, più della metà dei quali sono come sempre bambini”. In questi anni il popolo siriano “ha subito di tutto in patria e fuori, ora vede anche morire i suoi figli innocenti in fuga dopo mesi di violenze, stragi, morti in mare. Quando finirà questo calvario?”

Intanto proseguono gli sbarchi di migranti sulle coste italiane. Un veliero con 36 migranti è stato intercettato questa notte al largo di Capo di Leuca (Lecce). I due scafisti di nazionalità turca sono stati individuati e fermati. L’imbarcazione di oltre 13 metri è stata individuata e condotta in porto dal reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Bari a circa due chilometri di Punta Ristola.

I 28 adulti e gli 8 minorenni di nazionalità somala, afgana, siriana e iraniana, che si trovavano a bordo, sono stati soccorsi e trasportati per i primi accertamenti in ospedale e poi dimessi per il loro trasferimento al Centro Don Tonino Bello di Otranto. Una settimana fa i finanzieri della sezione operativa navale di Otranto avevano arrestato tre scafisti di nazionalità georgiana e recuperato un altro veliero che aveva appena sbarcato nella zona della baia di Orte una cinquantina di migranti, anch’essi di provenienza mediorientale e africana.