«Il presidente della Vigilanza Roberto Fico deve convocare immediatamente in commissione di Vigilanza il direttore generale di Viale Mazzini, Antonio Campo Dall’Orto, e la presidente Monica Maggioni”, tuona al fattoquotidiano.it il renziano Michele Anzaldi mentre impazzano le polemiche sull’annunciata messa in onda, nella puntata di stasera di Porta a Porta condotta da Bruno Vespa, di un’intervista al figlio del boss della Mafia Totò Riina all’ergastolo in regime di 41-bis, Salvo. “Ed è chiaro che se dovessero dirci, in quella sede, che Vespa è intenzionato ad andare avanti trasmettendo l’intervista vorrà dire che non sono adeguati al ruolo che rivestono né agli stipendi da quasi 400 mila euro l’anno che intascano – accusa il commissario della Vigilanza in quota Pd –. Di conseguenza dovranno spiegare a noi della Vigilanza e agli italiani che cosa ci stanno a fare loro, se non riescono a modificare una trasmissione criticata all’unanimità da tutti, partiti, istituzioni, familiari delle vittime e cittadini”.

INFORMAZIONE SCANDALOSA E’ un attacco durissimo, l’ultimo di una lunga serie, quello del deputato del Partito democratico ai vertici della Rai. Mentre dilagano i commenti di sdegno sulla puntata della trasmissione, a sorprendere Anzaldi sono soprattutto i silenzi. “Quelli di Campo dall’Orto e della Maggioni – prosegue –. E’ incredibile che, a 24 ore di distanza dall’esplosione dell’ennesimo caso di mala-informazione pubblica e quando manca poco alla messa in onda di quella che rischia di passare alla storia come una delle pagine più scandalose nella storia della Tv pubblica, non abbiano ancora detto una parola”. Insomma, Anzaldi sposta l’epicentro della vicenda dalla discussa intervista programmata dal talk di Vespa al comportamento dei vertici della Rai. “E’ inaccettabile che al settimo piano di Viale Mazzini, da ieri, quando la notizia è stata divulgata dall’Ansa – incalza il deputato del Pd – né il direttore generale né la presidente né la nutrita schiera di dirigenti strapagati, i cui stipendi superano ampiamente la soglia dei 240 mila euro fissata dalla legge, si siano accorti o, peggio, abbiano finto di non essersi accorti di niente”. Un fatto gravissimo, secondo il commissario della Vigilanza Rai, ospitare sulla rete ammiraglia “la difesa del figlio di un mafioso che, per la gravità dei reati per i quali è stato condannato, è bene che resti al 41-bis”.

VERTICI TRASH Un caso peraltro non isolato. “Siamo al terzo incidente: prima l’ospitata dei Casamonica, poi il padre di Foffo e ora il figlio di Riina che, sfruttando gratuitamente uno spazio del servizio pubblico, verrà a pubblicizzare il suo libro nel quale racconta che brava persona è suo padre Totò, il boss che ha sulla coscienza, tra gli altri, l’assassinio del giudice Giovanni Falcone”. Insomma, secondo Anzaldi, la misura è colma. “Campo Dall’Orto e Maggioni, dall’alto dei loro quasi 400 mila euro l’anno di stipendio, devono venire subito in commissione di Vigilanza a spiegare una volta per tutte quale sia la linea della Rai, alla quale i cittadini versano ogni anno due miliardi di euro – accusa il deputato dem –. E a chiarire come mai le Tv commerciali reputano evidentemente inopportuno dare spazio a quella che si preannuncia già una difesa d’ufficio di un boss di Cosa Nostra – conclude – mentre la Tv pubblica continua ad eccellere nella messa in onda del trash che più trash non si può”.

Twitter: @Antonio_Pitoni