Che sarebbe stato un settennato ispirato alla sobrietà s’era capito sin da subito. E il bilancio di previsione 2016 non fa che confermarlo. Quest’anno il Quirinale costerà ai contribuenti 236 milioni 652 mila 121 euro e 93 centesimi. Il 2,15% in meno rispetto ai 241 milioni 840 mila 742 euro della previsione 2015. Certo, un piccolo taglio, ma anche la conferma dell’impegno assunto, sin dal suo insediamento, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che ha dato attuazione alle linee dettate già nei primi mesi del suo mandato in tema di contenimento e razionalizzazione delle spese. Obiettivi centrati, peraltro, nonostante gli sforzi imposti dai nuovi progetti del capo dello Stato per l’apertura al pubblico dei palazzi del Quirinale, le iniziative solidali e la coesione sociale. Come si spiega nella nota illustrativa che accompagna il documento.

NUOVO CORSO – Anche quest’anno la dotazione a carico del bilancio dello Stato, che costituisce la principale fonte di finanziamento della Presidenza della Repubblica si è assestata, come nel 2015, sui 224 milioni di euro. Una cifra che, se in valore assoluto è tornata a scendere agli stessi livelli del 2007, in termini reali, tenuto conto dell’inflazione, ha fatto registrare una diminuzione del 13% rispetto a nove anni fa. Alla dotazione annuale va, inoltre, aggiunto il contributo di 475 mila euro del ministero dell’Ambiente per la Riserva naturale di Castelporziano, dove è situata una delle tre residenze del capo dello Stato (oltre al Quirinale e a villa Rosebery a Napoli). Sul capitolo delle entrate, stanziamento pubblico a parte, fanno capire da Colle che ha cominciato a produrre i primi frutti la nuova regolamentazione degli alloggi di servizio. Il cui utilizzo, con il nuovo corso imposto da Mattarella, è stato sottoposto a “nuove modalità e criteri di concessione assai più restrittivi, strettamente connessi alle funzioni svolte dal personale, nonché di obblighi specifici a carico dei concessionari e con l’incremento dei canoni di locazione”. Un vero e proprio giro di vite che ha ridotto da 40 a 14 il numero degli inquilini aventi diritto. Insomma, solo il personale strettamente necessario che, per effetto di una circolare firmata dal segretario generale Ugo Zampetti, corrisponde un canone in linea con quelli praticati per gli alloggi di servizio concessi ai propri dipendenti da forze armate, di polizia e dalle altre amministrazioni dello Stato.

STIPENDI PIU’ SOBRI – Sul fronte della spesa, a fare la parte del leone sono sempre le retribuzioni del personale in servizio e le pensioni di quello in quiescenza. Non a caso oltre la metà (il 50,86%) della spesa effettiva se ne andrà per pagare le spettanze dei dipendenti. Che nel 2016 graveranno sul bilancio del Colle per 120 milioni 381 mila euro, l’1,84% in meno rispetto alla previsione iniziale del 2015 (122 milioni 643 mila euro), confermando il trend di riduzione già registrato in sede di assestamento dei conti dell’anno scorso grazie ad una serie di interventi di contenimento e razionalizzazione della spesa adottati proprio all’inizio del settennato. Innanzitutto la previsione del “divieto di cumulo dei trattamenti economici” e dei “limiti retributivi per il personale di staff e di ruolo”. Provvedimenti che hanno interessato, tanto per cominciare, il segretario generale che, fin dalla sua nomina (il 17 febbraio 2015), “dapprima per iniziale autonoma rinuncia e poi per effetto dei predetti interventi normativi, non percepisce alcun trattamento economico”. Vincoli analoghi, inoltre, sono stati disposti nei confronti dei consiglieri del Presidente della Repubblica. Rispetto alla previsione 2015, si risparmierà nel 2016 un milione 226 mila 890 euro: 351 mila 240 euro sugli emolumenti spettanti al segretario generale e 875 mila 650 su quelli dei consiglieri. Senza dimenticare che, per effetto di queste misure, allo stesso Mattarella viene decurtata dagli emolumenti ad esso spettanti la pensione che il capo dello Stato percepisce in qualità di professore universitario. Ma non è tutto. La “rivisitazione delle indennità per il personale comandato e fuori ruolo e dei compensi per il personale a contratto” porterà la spesa per il personale non di ruolo a 8 milioni 618 mila 950 euro, con una diminuzione di 236 mila 050 euro rispetto al 2015. Una misura alla quale va a sommarsi la soppressione del 10% degli incarichi di direzione e coordinamento attribuiti al personale in previsione della riforma organica della materia attesa entro l’anno. Per il biennio 2017-2018, inoltre, è stata stimata una graduale diminuzione della spesa per retribuzioni (-1,55% nel 2017, pari a euro 118.515.430,00, e -2,56% nel 2018, pari a 115.478.970,00 euro).

CARE PENSIONI – Se il trend del costo degli stipendi è in progressivo calo, la tendenza è diametralmente opposta sul fronte delle pensioni. La spesa previdenziale toccherà nel 2016 i 93 milioni 292 mila 730 euro, il 39,42% del totale della spesa. Con una dinamica in aumento: +1,29% nel 2016, +3,67% nel 2017 e +4,02% nel 2018. “Le previsioni sono costruite sulla base dell’andamento dei collocamenti a riposo per raggiunti limiti di età e su ipotesi riguardanti la dinamica dei pensionamenti a domanda – spiega la nota illustrativa del bilancio di previsione –. Proseguirà anche nel 2016 la trattenuta sui trattamenti di quiescenza del contributo di solidarietà sulle pensioni di importo superiore a quattordici volte il trattamento minimo erogato dall’Inps”. Il resto della spesa (l’8,86%) è, infine, assorbita dai costi per beni e servizi. Che toccheranno quota 20 milioni 978 mila 791 euro e 33 centesimi con una diminuzione del 5,04% rispetto alla previsione iniziale 2015 e del 4,51% se raffrontati al dato assestato dell’anno scorso. Nel prossimo biennio si prevedono ulteriori riduzioni di spesa dell’1,42% nel 2017 e dell’1,08% nel 2018. Per il 2016, inoltre, sul fronte della spesa per beni e servizi, è stato fissato l’obiettivo programmatico della riduzione del 5% della spesa annuale complessiva. Ripartendola, secondo un nuovo modello che sarà introdotto con il nuovo regolamento di amministrazione e contabilità (a decorrere dal 1° aprile 2016), in 13 Programmi settoriali. Che vanno dalla gestione del patrimonio immobiliare (8,485 milioni di euro) a quelle  del patrimonio storico artistico (532 mila), dei servizi di mobilità (975 mila), del patrimonio librario ed archivistico (329 mila) fino alla gestione del rischio e conformità normativa (549 mila) e della tutela della salute (56 mila). Totale complessivo: 20 milioni 978 mila 791 euro.

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