“Ci sono forze nell’economia globale di oggi che concorrono per tenere bassa l’inflazione“. E’ l’allarme lanciato dal presidente della Bce, Mario Draghi, che in una conferenza presso la Bundesbank a Francoforte ha spiegato come “queste forze”, in particolare la caduta delle quotazioni del petrolio, “potrebbero far si che l’inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare a una inflazione più bassa in modo permanente”. In ogni caso la Banca centrale europea “non si arrenderà davanti alla bassa inflazione”, ha detto ancora Draghi. “Anche di fronte a shock globali prolungati è ancora la politica monetaria che determina a medio termine la stabilità dei prezzi. Se non ci arrendiamo alla bassa inflazione, e di certo non lo faremo, allo stato attuale torneremo a livelli coerenti con il nostro obiettivo”, che è di un aumento dei prezzi “vicino al 2%”. In questo quadro “il rischio di agire troppo tardi supera i rischi di agire troppo presto“, ha avvertito. A marzo la Banca centrale rivedrà le decisioni di politica monetaria e a fine gennaio ha anticipato di essere pronta a varare nuove misure per far ripartire la crescita dei prezzi, schiacciata dal crollo del petrolio.

Giù l’indice di fiducia sul clima economico nell’Eurozona. “Incertezze su evoluzione economia globale” – Allargando lo sguardo al resto dell’area euro, nonostante il calo dei prezzi del petrolio fornisca “un sostegno ulteriore sia al reddito disponibile reale delle famiglie sia alla redditività delle imprese e di conseguenza ai consumi privati e agli investimenti“, come riporta il bollettino della Bce, giovedì l’indice Ifo sul clima economico nell’area euro è sceso di ben tre punti nel primo trimestre 2016 portandosi a 118,9. La ripresa, secondo l’istituto di ricerca tedesco, proseguirà ma “più debolmente”. “I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro restano orientati verso il basso”, evidenzia del resto lo stesso bollettino dell’Eurotower. “E sono connessi in particolare alle maggiori incertezze riguardo all’evoluzione dell’economia mondiale, oltre che a rischi geopolitici di più ampia portata”. A evidenziarlo è il bollettino economico della Bce. “La ripresa economica nell’area dell’euro sta proseguendo, in larga parte grazie alla dinamica dei consumi privati. Più di recente, tuttavia, è stata in parte frenata dal rallentamento delle esportazioni“, sottolinea l’istituto di Francoforte. Gli ultimi indicatori disponibili, prosegue la Bce, sono coerenti con un ritmo di crescita economica sostanzialmente invariato nel quarto trimestre del 2015. In prospettiva, la domanda interna dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria della Bce e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, nonché dai precedenti progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali.

E Draghi torna a chiedere la garanzia unica sui depositi - Nell’Eurozona “manca ancora un accordo sul terzo pilastro dell’Unione bancaria, la garanzia sui depositi, che è un elemento fondamentale per una vera moneta unica – ha aggiunto Draghi – per questo la proposta della Commissione per creare uno schema di garanzia europea dei depositi è benvenuta”. Per Draghi la proposta “definisce l’obiettivo ambizioso di creare un vero sistema europeo di tutela dei correntisti” e “offre una serie di garanzie contro l’azzardo morale in modo che la condivisione dei rischi non diventi una distribuzione dei rischi”.