La legge di Stabilità non è ancora approdata in aula alla Camera, dove era attesa martedì ma non arriverà prima di giovedì, e già si profila il rischio che debba fare marcia indietro e tornare in commissione Bilancio. Che ha dato il via libera della commissione, assegnando il mandato al relatore, solo nella tarda sera di martedì, dopo 36 ore di maratona. Colpa dell’eccesso di norme settoriali e mance, il cui valore ha sfondato la soglia dei 150 milioni di euro superando la capienza del Fondo per gli interventi di politica economica disponibile per inserire in manovra micromisure. Fonti del governo hanno ammesso che c’è l’ipotesi che domani pomeriggio, al momento dello sbarco in aula, sia chiesto un rinvio per indispensabili “ritocchi”, cioè per cancellare alcune norme. Poi sul ddl verrebbe chiesta la fiducia.

Del resto gli interventi a pioggia, più o meno meritori, hanno continuato ad accumularsi: 10 milioni per il Comitato istituzionale paritetico per i problemi della minoranza slovena, 12 milioni per il comune di Campione d’Italia “in considerazione delle particolari condizioni geo-politiche”, 4 milioni di euro annui a favore delle accademie non statali di belle arti, 10 milioni per la proroga della convenzione tra il ministero dello Sviluppo economico e Radio Radicale, 17 milioni all’Organizzazione europea per le ricerche astronomiche nell’emisfero australe, 50mila euro in più, per un totale di 150mila, per il funzionamento del Consiglio generale degli italiani all’estero.

Nel frattempo, proprio nel giorno del promesso “funerale” delle tasse sulla casa, gli ultimi emendamenti del governo hanno apportato modifiche molto rilevanti sul tema dell’Imu. Rispunta per esempio una mini sanatoria per i sindaci che hanno approvato fuori tempo massimo delibere per aumentare l’imposta o le relative addizionali. Quella “maxi”, che faceva salve tutte le modifiche fatte entro fine settembre (due mesi dopo la scadenza di fine luglio fissata per legge), è stata bocciata, ma all’ultimo minuto è rispuntata una versione più “sobria”: salve solo le modifiche fatte entro il 31 luglio, cioè con un giorno di ritardo. In apparenza cambia poco, ma il portafoglio dei contribuenti se ne accorgerà: il risultato, infatti, è che i cittadini di 159 Comuni si vedono aumentare le aliquote con effetto retroattivo.

Salta invece l’esenzione per le prima casa data in comodato d’uso ai parenti di primo grado, sostituito da un taglio del 50% dell’imposta. Il beneficio si applicherà anche nel caso in cui il comodante possieda anche un altro immobile non di lusso adibito ad abitazione principale nello stesso Comune.

Novità anche per il codice della strada: all’elenco delle violazioni che possono essere accertate con apparecchiature di rilevamento, dunque anche gli autovelox, si aggiungono le revisioni dei veicoli e le assicurazioni Rc auto.