Prima multa e prime ripercussioni sulle vendite di Volkswagen in seguito allo scandalo dei test sulle emissioni truccati. A ottobre, mese successivo allo scoppio dello scandalo, il gruppo automobilistico ha registrato a livello globale un calo del 5,3%, a 490mila unità. Nei primi dieci mesi del 2015 il solo marchio Volkswagen ha visto le vendite contrarsi del 4,7% a 4,8 milioni. Stando alla nota della casa automobilistica tedesca, hanno sofferto anche i marchi Seat (-3,1% a 31mila immatricolazioni) e Skoda (-2,7% a 88.500), mentre ha tenuto Audi (+2% a 149.200) e sono salite  del 18,2%, a 18.700 unità, le vendite di Porsche. Male i veicoli commerciali Volkswagen (-9,8% a 35.200). Intanto l’istituto brasiliano dell’ambiente Ibama ha comunicato di aver inflitto una multa da 12,2 milioni di euro alla controllata carioca di Volkswagen per il diesel gate. L’ente ha anche chiesto di presentare un piano di richiamo dei veicoli coinvolti che, secondo quanto rilevato dai test, riguarderebbe oltre 17mila auto del modello Amarok del 2011 e del 2012.

Nel frattempo Volkswagen ha deciso di sospendere l’emissione di bond per finanziarsi, in attesa di valutare i costi che dovrà affrontare. La casa di Wolfsburg spiega che ha bisogno di tempo per aggiornare la documentazione necessaria a programmare il piano di finanziamento che tenga conto delle possibili multe e sanzioni penali e aggiunge che “in tempi di incertezza possiamo aspettare fino a che il polverone si sia dissolto prima di tornare sui mercati”. Per quest’anno Volkswagen ha bond in scadenza per 2,57 miliardi di euro, altri 14,3 miliardi nel 2016 e 13,5 miliardi nel 2017. Secondo l’agenzia Bloomberg, il gruppo sta cercando un finanziamento ponte da 20 miliardi come “cuscinetto” per assicurarsi adeguata liquidità per affrontare la crisi. Gli incontri con una decina di banche partiranno lunedì nella sede del gruppo. “Abbiamo sempre considerato che un portafoglio diversificato di strumenti di finanziamento offra la necessaria flessibilità per offrire appropriate e competitive opzioni di finanziamento di nostri clienti e alle nostre necessità di investimenti industriali”, è il commento di Volkswagen. “E’ perfettamente normale che sia in corso un dialogo costruttivo”.

“Nonostante gli enormi costi legati allo scandalo sulle emissioni, Volkswagen non intende tagliare la propria forza lavoro“, hanno però sostenuto il presidente del Consiglio di gestione del marchio Volkswagen Herbert Diess e il capo del Consiglio di fabbrica del gruppo Bernd Osterloh, chiamato a mettere a punto insieme al numero uno Matthias Mueller un piano di risparmi per far fronte allo scandalo. “Stiamo lavorando con tutte le nostre forze” per evitare interventi sull’organico, ha detto Diess. I tagli dell’azienda riguarderanno piuttosto i bonus. I due responsabili hanno confermato che anche i manager saranno colpiti: gli incentivi, infatti, “sono assegnati in base ai risultati economici e noi avremo un’annata cattiva, rispetto a quella passata”, hanno spiegato. Diess e Osterloh non hanno invece voluto commentare il destino dei circa 7mila lavoratori con contratto temporaneo. Le parole di Diess, peraltro, contrastano in parte con la linea affermata da Mueller che aveva ipotizzato interventi “sulla redditività e sulla forza lavoro”.