Dalla terrazza di un prestigioso hotel della Capitale, dove si festeggiano i 40 anni dell’ex transfuga Nunzia De Girolamo, il leader di Forza Italia parla a tutto tondo. E in un’intervista concessa a Repubblica spiega le prossime mosse del suo partito a cominciare dalla corsa per il Campidoglio che entra nel vivo dopo le dimissioni del sindaco Ignazio Marino.

A detta dell’ex Cavaliere il candidato perfetto del centro-destra è il costruttore romano Alfio Marchini, una figura “sulla quale si può puntare” perché è popolare: “Piace. Piace soprattutto alle donne”. Dichiarazioni che provocano subito la levata di scudi di Fratelli d’Italia, come fa notare Giorgia Meloni, anche lei fra gli invitati: “Siamo il primo partito della coalizione di centro-destra e non siamo disposti in alcun modo a sostenere la corsa di un personaggio che ha partecipato alle primarie del Pd”. Meglio lavorare su un candidato che unisca il popolo dei moderati, parole che hanno il sapore di un’auto candidatura, ma sull’argomento Silvio è netto: “La vedo bene in regione, lei sarebbe un buon governatore”.

Poco importa il fatto che Marchini sia in pole position nella lista dei desideri del Partito democratico per essere l’uomo del redivivo Partito della Nazione, magari mascherato in una lista civica, alla amatriciana. Berlusconi non ci pensa e con la testa è già a Milano dove in primavera si deciderà chi è il successore di Giuliano Pisapia: “Abbiamo un nome, una figura esterna alla politica di caratura internazionale. Piace anche a Matteo Salvini“. Che sia Paolo Scaroni, come ipotizzato dal quotidiano di famiglia Il Giornale? “Non dico niente altrimenti lo brucio”.

E se piace al leader del Carroccio allora avanti tutta. Tant’è che l’anziano leader ha deciso di schierare il suo partito al fianco della Lega Nord a partire dalla manifestazione dell’8 novembre a Bologna contro il governo Renzi: “Bisogna tenere il centro-destra unito, anche perché Salvini fa certe fughe in avanti che è meglio stargli dietro. Stiamo già limando i dettagli per una nostra partecipazione al corteo”. Dal canto suo il leader lumbard dà il benvenuto a Forza Italia ribadendo che la piazza è aperta a tutti “tranne a quanti ancora sostengono il governo Renzi”. A partire dal partito di Angelino Alfano che però non ci sta a farsi mettere all’angolo e, per voce di Valentina Castaldini, parte all’attacco: “Andare a Bologna con la Lega certifica il fallimento di Forza Italia che abbraccia posizioni lepeniste e antieuropee”.

Fatto sta che, almeno a parole, la frattura fra i contraenti del Patto del Nazareno è insanabile. “Non tornerò a discutere di riforme con Matteo Renzi – dice l’ex premier – perché non parlo con chi ha deciso la mia espulsione dal Parlamento”. Una chiusura frutto anche della convinzione che il presidente del consiglio penserà da solo a correggere la riforma elettorale consegnando il premio di coalizione non al partito, ma alla lista prima classificata: “Renzi cambierà l’Italicum perché sa bene che non può ripetere la performance delle Europee e con Beppe Grillo rischia”.

Infine i diritti civili, tema che appassiona così poco Berlusconi da infarcirlo di battute. “Torno single così faccio un’unione civile con una miliardaria”, dice commentando l’assenza di Francesca Pascale dal party perché particolarmente invisa alla festeggiata. “Ma la mia relazione con lei non è per niente in discussione”, specificherà in un secondo momento. E sull’iter parlamentare del ddl Cirinnà conferma che lascerà libertà di coscienza ai membri del suo gruppo: “Sempre che ne abbiano una”.