In casa Mondadori, editrice della famiglia Berlusconi, si tira la cinghia. E di brutto. A fare le spese dei tagli è soprattuto la redazione romana di “Panorama” diretto da Giorgio Mulè (nella foto), la cui sede, una storica palazzina in via Sicilia a due passi da via Veneto, è stata venduta. E le brutte notizie non finiscono qui. Inevitabili le ripercussioni anche sugli altri dipendenti della casa editrice di Segrate ospitati nello stesso stabile.

Stando a quanto comunicato dalla proprietà, dei sei giornalisti di “Panorama” attualmente in forza alla redazione romana – non si sa ancora fino a quando – due saranno trasferiti nella sede centrale di Milano. Tra questi anche il rappresentante sindacale Stefano Caviglia. Gli altri quattro saranno invece  trasformati in smart working: dotati di un computer, resteranno a Roma senza sede fissa.

Poi ci sono in ballo due segretarie: quella di “Panorama” e l’altra di “Sorrisi e canzoni tv” e “Chi”. Anche per loro è stato deciso il trasloco nel capoluogo lombardo. Stessa sorte per i tre giornalisti di “Sorrisi”, mentre resterà nella capitale, anche lui però trasformato in smart working, un altro redattore in organico al settimanale diretto da Alfonso Signorini. Venduta la sede di Via Sicilia, un tempo residenza romana della stessa famiglia Mondadori, sarà affittato un ufficio in un palazzo di Piazza Barberini che ospiterà Electa, editrice del gruppo, e l’ufficio stampa Mondadori.

Queste le notizie sulla movimentazione del personale e la dismissione della sede. Novità accolte con preoccupazione all’interno delle redazioni coinvolte, dove ci si interroga sul futuro. A cominciare, secondo quanto riferito da più fonti a ilfattoquotidiano.it, proprio da quello di “Panorama”, bandiera della Mondadori, che per qualche decennio ha conteso all’Espresso, sul mercato dei periodici, il primato dell’informazione politico-economica. Dalle voci che si rincorrono, il settimanale non sembra più essere considerato intoccabile dai vertici mondadoriani, anche perché non più redditizio come un tempo.