Tre incarichi da 45mila euro assegnati ad altrettanti avvocati che sarebbe stato meglio non concedere. Il motivo? Il comune è in dissesto finanziario ed ha già una convenzione per il servizio legale in forma gratuita. È quello che ha messo nero su bianco il collegio dei revisori dei conti del comune di Bagheria, un avamposto del Movimento 5 Stelle in Sicilia. La giunta guidata dal sindaco Patrizio Cinque aveva già ricevuto nel maggio del 2015 la prescrizione da parte dei revisori di “economizzare l’ufficio legale del comune”. “Il collegio aveva informato dell’esistenza di apposite convenzioni in merito alla costituzione di parte civile nei processi penali da parte degli enti locali: a quanto pare il nostro comune ha in essere una convenzione con il centro Pio La Torre che svolge questo servizio legale assolutamente in forma gratuita”, si legge nel verbale della riunione del 23 e 24 settembre scorso.

Come dire che il comune di Bagheria non avrebbe dovuto affidare incarichi ad avvocati esterni alla pianta organica dei dipendenti comunali, dato che per farsi rappresentare nelle costituzioni di parte civile nei processi penali avrebbe potuto gratuitamente optare per gli avvocati del centro Pio La Torre. “A circa 4 mesi di distanza- continuano i revisori – si apprende dall’albo pretorio on line che il Sindaco ha continuato a dare incarichi su incarichi ad avvocati esterni, non economizzando il servizio, malgrado il nostro ente sia in dissesto finanziario e continuando oltremodo a impegnare fondi comunali proprio per la costituzione di parte civile nei processi penali. Il collegio prescrive di non procedere ad affidare incarichi a legali per la costituzione di parte civile nei processi penali”.

Gli incarichi finiti nel mirino di Giuseppe Pagano e Maria D’Asta,  i componenti del collegio dei revisori (il terzo è decaduto e deve essere nuovamente nominato) sono essenzialmente tre, tutti affidati nel 2015: l’incarico da 5.467,26 euro per un ricorso affidato all’avvocato Rosa Maria Sciortino,  i due ricorsi affidati Vincenza Scardina al costo di 14.173,00, e i 26.039,98 euro girati all’avvocato Vittorio Fiasconaro per diversi incarichi. ” Il collegio rappresenta la necessità di risparmio e di tagli alla spesa”, concludono i  revisori. Un’occasione troppo ghiotta per l’opposizione. Che infatti attacca la giunta pentastellata con Daniele Vella, ex candidato sindaco del Pd sconfitto alle elezioni del 2014. “Incarichi su incarichi: al netto della bravura dei professionisti, non vorremmo che l’intenzione del Sindaco e del M5S sia quella di cercare di creare una platea di amici e clientes. Il comune è in dissesto e si dovrebbe amministrare con oculatezza,secondo la regola del buon padre di famiglia. Ci deve essere una gestione oculata e centellinata degli incarichi esterni e una valorizzazione del personale interno. Così non avviene”.

Gli incarichi affidati dal comune di Bagheria erano tra l’altro già finiti nel mirino del gruppo Noi con Salvini, costola siciliana della Lega Nord. Il motivo? Il legame di parentela dell’avvocato Scardina (cognata di un assessore della giunta) e il fatto che Fiasconaro fosse un’attivista del Movimento 5 Stelle nel piccolo comune di Santa Flavia. “Si parla della denuncia di Noi con Salvini sugli incarichi esterni. Sì, avete letto bene, l’Unità parla di una denuncia politica del movimento Noi con Salvini, ovvero la Lega, la stessa Lega che ha comprato diamanti con i soldi del finanziamento pubblico ai partiti, la stessa Lega dei terroni e dei nullafacenti oggi veste i panni di un vecchio volpone democristiano e dice di fare le denunce trovando spazio perfino nello storico giornale di “sinistra”, è la replica del Movimento 5 Stelle, dopo che le accuse di parentopoli erano state rilanciate dal giornale diretto da Erasmo D’Angelis. “Scardina – continua l’amministrazione pentastellata – è una professionista stimatissima a Bagheria, mentre Fiasconaro ha lavorato per anni al comune. Vorremmo ricordare che Bagheria oggi è pulita e non firma più cambiali per il futuro, in compenso paga quelle lasciate dal Pd”.