Sempre più in alto, sempre più vicino al grande capo. L’ultima vittima dello scandalo Fifa, che da mesi fa tremare la massima associazione calcistica internazionale, si chiama Jerome Valcke: il segretario generale dell’organizzazione, vero e proprio braccio destro di Joseph Blatter, è stato sospeso dalle sue funzioni, come effetto delle indagini dell’Fbi che lo scorso maggio portarono all’arresto di 14 dirigenti apicali. La Fifa ha deciso di scaricarlo per l’evidenza delle prove a suo carico. Ma la cacciata ricade inevitabilmente su chi ha promosso la sua carriera. Blatter, appunto.

Classe 1960, francese e giornalista di professione, dopo essere stato capo esecutivo di Canal+, Valcke è entrato nella Fifa nel 2003. E in pochi anni ha scalato i piani del palazzo di Zurigo, passando dalla direzione dell’ufficio marketing al segretariato generale. Il suo grande merito è stato quello di moltiplicare le entrate dell’organizzazione, che proprio sui proventi dei diritti tv oggi fonda la sua ricchezza. Anche a costo di commettere qualche irregolarità: nel 2006 finì al centro di un processo per violazione di accordi commerciali, in cui la Fifa fu giudicata colpevole di aver sottoscritto un contratto milionario con la Visa, pur essendo impegnata con MasterCard. Per quella vicenda la Fifa ricevette una pesante multa di 60 milioni di dollari, e il dirigente francese (che aveva curato la negoziazione) fu sollevato dall’incarico: “Non possiamo accettare un simile comportamento da parte dei nostri dipendenti”, recitava il comunicato ufficiale.

In realtà, l’esilio durò solo pochi mesi. Il contratto con la Visa (che oggi è uno degli sponsor principali dell’associazione, al punto da poter minacciare Blatter) portò risorse preziosissime nelle casse svizzere. E per quello scandalo Valcke fu premiato con una promozione: nel giugno del 2007, su indicazione diretta di Blatter, fu nominato nuovo segretario generale. E allo stupore generale Sepp ebbe modo di rispondere: “I grandi uomini ti fanno cambiare idea”. Da allora, Valcke è stato il braccio destro più fidato del capo, agendo in maniera sempre più spregiudicata. Lo scandalo corruzione svelato dall’Fbi fa capo direttamente a lui: a Valcke è indirizzata la lettera della Federazione Sudafricana che chiede di girare dai fondi del comitato organizzatore dei Mondiali 2010 una somma di 10 milioni di dollari ad un conto bancario controllato da Jack Warner, capo della Concacaf, accusato di aver preso tangenti per l’assegnazione della Coppa del Mondo.

A far cadere Valcke, però, sarebbe stato un ulteriore filone dell’inchiesta, che lo vede implicato nella vendita sul mercato nero di biglietti per la Confederations Cup 2013 e i Mondiali 2014. La Fifa ha dovuto prendere atto delle prove sempre più schiaccianti a suo carico. E per ripulirsi la coscienza, dopo averlo allontanato, ha anche ordinato un’indagine interna del Comitato etico (lo stesso che ha autoassolto la Fifa dall’accusa di corruzione per l’assegnazione dei Mondiali 2018 alla Russia e 2022 al Qatar). Al suo posto è già stato nominato un sostituto: Markus Kattner, segretario aggiunto dal 2007. Non propriamente un volto nuovo. Ma il cerchio continua a stringersi intorno al dimissionario Blatter. Ancora in sella alla Fifa, nonostante tutto.

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