Hasta la victoria siempre. Un messicano che premia un venezuelano (l’esordiente Lorenzo Vigas per “Desde Allà”) con il Leone d’oro e un argentino (Pablo Trapero per “El Clan”) con il Leone d’Argento per la regia: un verdetto senza precedenti. C’è infatti poca casualità nel legame geografico delle provenienze dei tre registi, tanto che si può plausibilmente pensare che il regista/presidente di giuria Alfonso Cuaròn abbia voluto agire da novello Che Guevara del cinema “unendo” coi premi ben tre Paesi latinos.

Il punto è che entrambi i film, specie Desde Allà, sono stati sopravvalutati in un palmares che ha vergognosamente dimenticato le opere di Sokurov, di Gitai, di Skolimowski per non parlare del “nostro” Giuseppe Gaudino. Che però si consola con il premio alla straordinaria Valeria Golino, vincitrice della Coppa Volpi per la sua struggente Anna di “Per amor vostro”. Golino aveva già vinto il medesimo premio nel 1986 per “Storia d’amore” di Citto Maselli ma, visibilmente emozionata, ha sottolineato sul palco del Palazzo del Cinema che “l’emozione non conosce tempo. Provo la stessa gioia di quasi 30 anni fa, oggi ho maggiori esperienze e consapevolezza certo, ma questo premio mi dà la stessa infantile e ingenua allegria che mi dava allora. Spero che rimanga sempre così. Sono molto contenta per me e per gli altri, per le persone che mi vogliono bene. E tutti i miei amici non udenti che mi hanno aiutato ad imparare un nuovo linguaggio”. Valeria ha poi ringraziato “i selezionatori di Venezia per averci scelto e voluto, questa giuria incredibile di pezzi da 90 che ci hanno apprezzato, voglio condividere il premio con il mio regista, Giuseppe Gaudino e con la sceneggiatrice Isabella Sandri, con gli attori e tutti quanti” includendo naturalmente il compagno/produttore Riccardo Scamarcio, parecchio commosso in platea. “Per amor vostro” uscirà in Italia giovedì prossimo (17 settembre) grazie a Officine UBU.

Tornando al Leone d’oro, “Alfonso gracias” ha chiaramente esplicitato con emozione il cineasta nato a Merida nel 1967. “E grazie ad Alberto Barbera – ha continuato Vigas – per considerare in selezione questo film venezuelano: è la prima volta che il mio paese vince a Venezia. Grazie anche ai miei maestri ispiratori Nuri Bilge Ceylan e Hou Hsiao-hsien“. Dramma torbido girato nelle periferie di Caracas, “Desde Allà” significa “da lontano” e punta sul formidabile cileno Alfredo Castro da protagonista accanto al debuttante Luis Silva. Film sulle assenze affettive, specie paterne, ambientato nel sangue delle periferie tra le più problematiche del pianeta (“ho girato nelle reali strade di Caracas senza svuotarle per le riprese in 9 settimane”) il Leone d’oro di Venezia 72 è il secondo capitolo di una trilogia sui legami paterni/materni dopo il cortometraggio “Los elefantes nunca olvidan”. La pellicola è stata scritta dallo stesso regista sulla base di un soggetto coscritto con il famoso sceneggiatore messicano Guillermo Arriaga.

Ma, si diceva, il latino Cuaròn non si è limitato al massimo premio, attribuendo quello d’Argento all’argentino Trapero per il suo buon (ma non eccezionale) crime movie d’azione “El Clan”. “Proprio qui a Venezia (alla Settimana della critica, ndr) ho vinto il premio opera prima Mondo grua e quindi sono emozionatissimo ed onorato” ha dichiarato il cineasta ovviamente tradito dalla commozione. La Coppa Volpi è andata all’attore più meritevole di questa Mostra: il francese Fabrice Luchini magnifico protagonista de “L’hermine” di Christian Vincent, film vincitore anche per la sceneggiatura, tra le più perfette del concorso. “E’ il miglior premio che abbia mai vinto nella mia carriera, non ho potuto venire ma sono così felice, non immaginate quanto. Merci, merci merci!”, ha detto entusiasta in un messaggio video mandato appositamente.

Agli americani Charlie Kaufman e Duke Johnson è stato assegnato il Gran premio della Giuria per il film d’animazione “Anomalisa“: una storia d’amore esistenziale meno sorprendente dei precedenti di Kaufman e sicuramente meno riuscito di quanto certa critica al Lido abbia decretato, in ogni caso anche il pubblico italiano potrà vederlo e giudicarlo nelle sale dove uscirà prossimamente. Il premio speciale della Giuria è andato al turco Abluka (che significa Follia) di Emin Alper. Un film realmente folle e sconvolgente in ogni sua parte, che riceve un premio giusto per il suo crescendo nella tensione e nella complessità. Assai applaudito è stato il meritato premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergenti attribuito al giovanissimo Abraham Attah, sorprendente debuttante nel film Beasts of No Nation di Cary Fukunaga. Il premio Luigi De Laurentiis miglior opera prima e il premio miglior regia di Orizzonti sono entrambi finiti al film Childhood of a Leader dello statunitense Brady Corbet, assegnato dalla giuria guidata da Saverio Costanzo e consegnato da Antonio Albanese. Il film vanta nel cast star come Robert Pattinson, Stacy Martin, Liam Cunningham e Bérénice Bejo. Il premio Orizzonti, infine, è andato a Free in Deed del neozelandese Jake Mahaffy.