“Il Papa mi ha risposto!”. Francesca Pardi, fondatrice insieme alla sua compagna Maria Silvia Fiengo della casa editrice per l’infanzia ‘Lo Stampatello‘ e autrice finita nell’occhio del ciclone per libri ‘gendermessi al bando dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha ricevuto una lettera dalla Segreteria di Stato del Vaticano. Lo scrive lei stessa sul suo profilo facebook, postando la foto della busta che le è stata recapitata nelle scorse ore: “In occasione del family day, prima del ‘fattaccio’ del sidaco di Venezia, scrissi una seconda lettera a Papa Francesco, questa volta senza renderla pubblica e allegando una copia di ognuno dei nostri libri, compreso ‘Piccolo uovo’ e ‘Perchè hai due mamme’. Ho trovato la risposta nella cassetta delle lettere, una comunicazione privata scritta da Monsignor Peter Brian Wells a nome di Papa Francesco, su carta intestata del Vaticano, idirizzata a me e Meri”. Nella missiva di risposta monsignor Peter B.Wells scrive che “Sua Santità è grato per il delicato gesto e per i sentimenti che lo hanno suggerito” e “auspica una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani”, impartendo la benedizione apostolica. “A quanto pare niente libri da bandire, dunque, per il Papa, ma solo da leggere”, continua Francesca Pardi postando poi la lettera che aveva scritto al papa che era corredata da foto e gli “orridi” volantini del Comitato Difendiamo i nostri figli.

LA LETTERA SCRITTA AL PAPA

Nella lettera Pardi aveva scritto al pontefice difendendo il lavoro della casa editrice e denunciando l’atteggiamento oscurantista e mistificatore di alcune associazioni cattoliche: “Io e Maria Silvia abbiamo iniziato questo lavoro e creato la casa editrice per amore dei nostri figli, allego alcune foto per mostrarle chi siamo. Il libro “Perché hai due mamme?” è semplicemente la nostra (la loro) storia, così come il libro “Perché hai due papà?” è la storia di una famiglia che conosciamo personalmente. Non abbiamo l’aiuto economico di nessuno, sosteniamo una politica di inclusione, accoglienza e trasparenza nelle scuole, e nient’altro. Non è ideologia ma solo amore per il prossimo. Diverse organizzazioni cattoliche si stanno abbassando a comportamenti indegni, deformano la realtà di proposito, proprio loro che dovrebbero mostrare una tempra morale superiore: vorrei tanto che le fermasse”. La lettera poi continua: “Noi abbiamo rispetto per i cattolici, abbiamo rispetto per chi vede il mondo diversamente da noi e persino per chi non vorrebbe dei figli omosessuali. Del resto io stessa non vorrei un figlio prete, ma non per questo cercherei di impedirgli di prendere i voti se lo desiderasse. Moltissimi cattolici ci restituiscono lo stesso rispetto, perché non possiamo averlo indietro da tutte le gerarchie della Chiesa? È così difficile portare rispetto per chi fa scelte diverse dalle proprie, riconoscere il rigore morale fuori dal proprio giardino?”. La lettera che la donna aveva scritto a papa Francesco si conclude con una riflessione: “Un potere che non sa confrontarsi con il cambiamento è un potere fragile e vuoto di contenuti, e invece io penso che Lei presti molta attenzione ai contenuti, per questo mi ostino a cercare di raggiungerLa con la mia voce”.

LA PRECISAZIONE DEL VATICANO

A poche ore dalla pubblicazione della lettera arriva la puntualizzazione del Vaticano: “In nessun modo la lettera della Segreteria di Stato intende avallare comportamenti e insegnamenti non consoni al Vangelo, anzi auspica ‘una sempre più proficua attività al servizio delle giovani generazioni e della diffusione degli autentici valori umani e cristiani”, smentendo qualunque apertura alle teorie gender: “E’ del tutto fuori luogo una strumentalizzazione del contenuto della lettera”.

Padre Ciro Benedettini, vicedirettore della sala stampa vaticana, puntualizza anche che “si trattava di una risposta privata e quindi non destinata alla pubblicazione (cosa che purtroppo è avvenuta)” e, in conclusione, spiega che: “La benedizione del Papa nella chiusa della lettera è alla persona e non a eventuali insegnamenti non in linea con la dottrina della Chiesa sulla teoria del gender, che non è minimamente cambiata, come più volte ha ribadito anche recentemente il Santo Padre”.