Unioni civili

È uno scenario mondiale controverso, quello dei diritti delle persone Lgbt. Da una parte abbiamo gli esempi di Irlanda e Stati Uniti, che hanno aperto al matrimonio egualitario. La Corte dei Diritti Umani, di recente, ha condannato l’Italia per non avere leggi in merito. Dall’altra ci sono il caso di Andrea Giuliano, il ragazzo italiano aggredito in Ungheria perché gay e in prima linea contro l’estremismo di destra di quel paese, e le recenti violenze al pride di Gerusalemme, dove un ultra-ortodosso ha accoltellato alcuni partecipanti. In questo sistema”bipolare”, tra chi allarga le possibilità affettive della società e quei paesi ancora impantanati nella palude dell’omofobia più o meno istituzionalizzata, l’Italia sta cercando di recuperare la distanza con le realtà più evolute, discutendo la legge sulle unioni civili.

“Stiamo andando avanti secondo le procedure ordinarie del Senato, votando gli emendamenti rimasti e già sensibilmente ridotti rispetto a quelli presentati da Ncd e opposizioni contrarie”, dichiara Micaela Campana, della segreteria nazionale del Partito Democratico e responsabile al Welfare, Diritti e Immigrazione. “Il capogruppo Zanda ha chiesto la calendarizzazione dopo la discussione sugli emendamenti. Si sta procedendo anche con le sedute notturne. Stiamo chiedendo a tutti il massimo sforzo perché il Senato si esprima il prima possibile”.

Ma cosa dicono i numeri a Palazzo Madama?

Il testo di base è stato votato anche da forze politiche esterne alla maggioranza, come Sel e M5s. Ci tengo a ribadirlo: questa legge va vista come un provvedimento che interessa tutta la società. Purtroppo arriva troppo tardi, anche per errori che in passato ha fatto il centrosinistra. L’Italia non può più permettersi questo ritardo.

Micaela Campana è, dunque, ottimista anche in relazione al cambiamento di orizzonte culturale che registra sia nel paese, sia nei palazzi della politica.

La mia sensazione è questa. Girando l’Italia e leggendo anche la stampa tradizionalmente contraria a certi temi, colgo che c’è una nuova consapevolezza e cioè che non si possono più negare diritti a una parte della popolazione. Su questo punto c’è una coscienza molto più grande”.

E i cattolici? Fioroni intende presentare un emendamento alla riforma costituzionale per introdurre i referendum di indirizzo con l’intento dichiarato di proporre quesiti su adozioni e matrimonio, oltre che su altri temi cosiddetti etici. E poi c’è l’emendamento Lepri che vuole cambiare le stepchild adoption in affido. Come si viene fuori da tutto questo?

Il Pd è un partito al cui interno esistono sensibilità diverse, ha una sua complessità e questa è per me una ricchezza. Abbiamo discusso su certi temi e su altri la riflessione è ancora in corso. Il dato importante è che adesso questo tema rientra nel programma del partito. Penso si arriverà a una buona legge, non solo nell’interesse dei genitori ma anche dei minori. Proprio per tale ragione, la stepchild adoption è la decisione migliore.

Il clima, quindi sembra più positivo, rispetto ai tempi dei DiCo.

Il Pd ha chiesto a tutte le forze politiche di discutere nel merito, ma dopo il dialogo occorre arrivare al punto. Non accetteremo ulteriori mediazioni, a cominciare dalle pensioni. La Commissione bilancio ha affermato che ci sono le coperture sulla previdenza. Le persone Lgbt pagano le tasse come gli eterosessuali. È naturale che debbano avere gli stessi diritti.

E superato lo scoglio del Senato, alla Camera filerà tutto liscio?

Il premier è stato chiaro, vogliamo la legge entro l’anno. Ci siamo già attivati perché i deputati abbiano lo stesso spazio di discussione, mentre in Senato si procede con gli emendamenti. Ciò permette di accorciare i tempi e di votare il ddl anche a Montecitorio così come approvato a Palazzo Madama.

Eppure, nel fronte opposto, la piazza del Family Day pare sul piede di guerra. Si stanno raccogliendo firme, anche se ai banchetti la partecipazione al momento risulta deludente, rispetto i presunti numeri di piazza San Giovanni. Cosa risponde a queste persone?

Ho aderito a un partito che vuole l’accesso paritario per i diritti di tutti. Non accetterò mai la visione di chi vuole invece negarli. Diritti che devono essere di coppia, e non individuali. Per questa ragione è nata la campagna Happy days, un viaggio in giro per l’Italia che, a partire dalle feste de l’Unità, vuole stimolare un confronto per sensibilizzare le persone a questo tema. Rispondiamo così a chi raccoglie quelle firme.

Insomma, avremo le unioni sotto l’albero?

Spero di festeggiare il Natale con le unioni civili e, ricordiamolo, anche con le convivenze per tutti, secondo il secondo titolo del ddl Cirinnà che prevede garanzie per tutte le coppie conviventi, etero e non. Ma spero anche di andare oltre. Altri paesi hanno scelto il matrimonio egualitario, in Europa. Pensiamo alla Francia e alla Spagna, ad esempio. Oggi lavoriamo per le unioni, ma il nostro obiettivo culturale deve essere quello. Ne sono pienamente convinta.