Mentre Alexis Tsipras tratta con i creditori internazionali per il debito, e anche con Vladimir Putin per il nuovo gasdotto Turkish Stream, un sondaggio dà fiato al governo di Syriza-Anel. Secondo i dati raccolti da Public Issue e pubblicati dal giornalista Kostas Vaxevanis, l’inchiestista processato per direttissima nel 2012 per aver diffuso i nomi della Lista Lagarde, 6 greci su 10 chiedono al premier greco di non cambiare posizione nei confronti della troika. Quindi no ad un ammorbidimento delle posizioni o a concessioni, come quelle chieste in modo particolare dal ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble su pensioni e Iva. Per quanto riguarda l’atteggiamento del governo nei negoziati, il 62% dice di aver fiducia in Tsipras mentre il 34% prediligerebbe una retromarcia nei confronti del Brussels Group.

“Alexis non riritarti”, dicono quindi sei greci su dieci. Secondo i rilievi, il 40enne ingegnere che ha portato Syriza dal 3 al 36% dello corso gennaio è sostenuto come premier dal 62% dei cittadini ellenici, mentre il suo oppositore, il capo dei conservatori di Nea Dimokratia Antonis Samaras, dal 20%. Alla specifica domanda su quale sia in questo momento il “miglior governo per il Paese”, il 52% dei cittadini greci rispondono quello attuale, mentre solo il 17% quello precedente di larghe intese conservatori-socialisti. Altrettanti sono indecisi o non si esprimono. Altra interessante valutazione è quella sul referendum sull’euro, proposto per la prima volta nel 2011 dall’allora premier Giorgios Papandreou e ritornato di attualità nei primissimi giorni del governo Syriza: per il ““si è espresso il 65% degli intervistati, per il “no” il 31% e il 5% non sa. Il 90% ha anche dichiarato che probabilmente non serviranno nuove elezioni dal momento che quelle dello scorso gennaio sono state dall’esito palese, mentre il 9% ammette che servirebbero.

Inoltre le proiezioni generali circa il gradimento dell’elettorato per i partiti registrano un progresso da parte di Syriza che passa dal 36% di gennaio 2015 al 47,5%, mentre sono dati al 19,5% i conservatori. Ancora terzi sia gli estremisti di Alba Dorata che, nonostante processi e arresti non perdono colpi, sia i centristi del Potami guidati dal giornalista Stavros Theodorakis al 6,5%. A seguire tutti gli altri con i comunisti del KKE stabili al 5,5% e i socialisti del Pasok al 4,5% freschi di una donna per la prima volta al vertice: Fofi Gennimata, che ha preso il posto dell’ex ministro Evangelos Venizelos, non solo in grado di precipitare il partito al suo minimo storico (6% contro il 30% del 2011) ma anche di far parlare di sé per due Bmw blindate antimissile da 200mila euro usate, sino a quattro mesi fa, come personalissime auto blu.

twitter@FDepalo