Aiuti o D-day ovvero il Default day. L’ultimo round tra Grecia, sull’orlo del baratro, e resto d’Europa è previsto lunedì a Bruxelles. Cosa potrà accadere sarà più chiaro dopo l’Eurogruppo straordinario, anticipato alle 12, cui parteciperanno Christine Lagarde (Fmi), il presidente della Bce Mario Draghi e dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. I creditori, riporta il sito de La Stampa, sono pronti a estendere di sei mesi il programma in vigore. Con un piano equilibrato dei greci, caricherebbero l’intesa con 18 miliardi di euro. Il premier greco, Alexis Tsipras, dopo i colloqui, l’ultimo in conference call con Merkel, Hollande e Juncker, ha annunciato che il “nuovo piano offre una soluzione definitiva”.

Tsipras: “Grecia punta a un accordo che porta benefici a tutti”
Il leader di Syriza sostiene che la proposta non si limita a “rinviare il problema”. La proposta greca punta a “un accordo che porta benefici a tutte le parti”. L’intesa mira a sbloccare l’ultima tranche di aiuti di salvataggio da 7,2 miliardi, che consentirebbe ad Atene di ripagare al Fondo monetario internazionale un prestito di 1,6 miliardi di euro che deve restituire entro il 30 giugno ed evitare il default. A differenza del piano di giugno Atene sarebbe ora pronta a raggiungere per il 2015 l’obiettivo di un avanzo primario dell’1% sul Pil e di centrare il target di una avanzo del 3,5% per il 2018 come chiedono i creditori. Sempre secondo indiscrezioni Atene dovrebbe raggiungere il 2% nel 2016 e il 3% nel 2017.

Il piano greco evitare il default
Fisco.
Atene sarebbe pronta ad alzare le tasse e ad adottare misure fiscali permanenti pari al 2% del Pil. I creditori chiedevano misure pari al 2,5% del Pil. Il delta fra le due posizioni sarebbe colmato dalla Grecia con “provvedimenti amministrativi” del valore dello 0,5% del Pil. Atene sarebbe pronta ad adottare misure fiscali aggiuntive in cambio di un impegno ad ottenere dai creditori una ristrutturazione del debito.

Tassa di solidarietà. Un provvedimento che Tsipras ritiene necessario per sollevare le disperate condizioni di una fascia di popolazione aumentata drammaticamente nei sette anni di austerity. Il Piano prevede di incrementare la tassa di solidarietà per estendendola a chi guadagna più di 30.000 euro all’anno e alle imprese che registrato utili per più di 500.000 euro.

Iva. Qui ancora le posizioni sono distanti, ma più vicine di dieci giorni fa. Atene insiste per le tre aliquote Iva mentre i creditori puntano a due aliquote: una del 23% standard e una dell’11% per i beni di prima necessità come cibo e medicine (per esempio in Italia l’Iva per i beni di prima necessità o con aliquota agevolata come l’e-book è al 4%). Tsipras vuole portare più prodotti nella fascia sopra il 23% e mantenere beni come libri e spettacoli teatrali all’11%.

Pensioni e clausola del deficit zero. Atene sarebbe pronta a bloccare i prepensionamenti a partire dal primo gennaio 2016 con una conseguente riduzione della spesa previdenziale contemporaneamente alzerebbe gradualmente l’età pensionabile a 62 anni. Il Governo di Atene propone una sorta di clausola del deficit zero. La clausola farebbe scattare automaticamente delle misure di taglio alla spesa in caso che non sia rispettato un deficit pari a zero.

Hollande: “Non perdere più tempo”, Renzi: “Ci sono le condizioni”
“Sulla Grecia non c’è più tempo da perdere. Ogni secondo ha la sua importanza – dice Hollande – È necessario agire con senso di solidarietà“, ma nello stesso tempo “secondo le regole” che governano l’Europa e l’Eurozona. “In queste prossime ore speriamo si giunga ad una discussione conclusiva, la Grecia ha mandato alla commissione Ue, al Fmi e alla Bce le nuove proposte e – dice l’inquilino dell’Eliseo – spero che con loro giungeranno alla soluzione. Vari sono i punti da affrontare, la Grecia non vuole che si tocchino le piccole pensioni, quindi chiediamo alla Grecia di fare altre proposte”.

Per il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, Atene deve attenersi ad alcune “regole del gioco” che sono “condivise” da tutti i membri dell’Eurogruppo e Atene supererà la crisi solo se applica le riforme promesse. “Siamo convinti che vi sia la necessità di offrire una soluzione alla Grecia per restare nell’euro su questo stiamo tutti lavorando, ma è fondamentale che vi lavorino anche i greci e il loro governo. Serve che lo sforzo sia reciproco da ambo le parti” dice il premier Matteo Renzi. Che aggiunge: “A mio avviso ci sono tutte le condizioni per l’accordo con la Grecia, non bisogna perdere questa finestra di opportunità“.

Tra le misure richieste c’è il taglio alle pensioni, che però il governo ellenico rifiuta con forza, mentre l’età pensionabile potrebbe essere aumentata più rapidamente (3 anni invece di 9). Il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, domenica ha scritto in un editoriale che l’esecutivo è pronto a un compromesso se il cancelliere tedesco, Angela Merkel, invierà segnali significativi.

I partiti di opposizione a Tsipras: “Sì a compromesso”
Antonis Samaras, ex premier e leader di Nea Dimokratia, in un articolo apparso sul quotidiano Kathimerini ha ripetuto la sua proposta di raggiungere un “ampio consenso nazionale“. Ed ha di nuovo sottolineato che, se Syriza non fosse interessata, allora Nd è pronta ad avviare un dialogo con altri partiti allo scopo di garantire la permanenza della Grecia nell’euro. “Le forze politiche filo-europee non possono essere negligenti o esitanti”, ha scritto Samaras il quale ha inoltre accusato Syriza di “giocare d’azzardo” e di “defraudare” il popolo greco.  Da parte sua, Stavros Theodorakis, il leader del partito centrista To Potami, ha ripetuto il proprio appello a convocare una riunione dei leader dei partiti dell’opposizione che, ha detto, potrebbe rafforzare la posizione di Tsipras nei negoziati con i creditori del Paese. Fofi Gennimata, neo-eletta leader del socialista Pasok, dal canto suo ha invitato Tsipras a “raggiungere rapidamente un accordo che garantire i diritti e gli interessi dei cittadini greci”, ma ha anche detto che i creditori devono mostrare “solidarietà e rispetto” per la Grecia.