Arrestano Luigi Cuccaro, reggente dell’omonimo clan di Camorra. Ma nel quartiere Barra di Napoli la folla cerca di ostacolare gli agenti. Dopo aver sentito le urla dei parenti di Cuccaro, diverse persone si sono riversate in strada. Non volevano che il boss fosse portato via, così hanno atteso l’uscita dei militari e hanno fatto ressa attorno alla loro auto per cercare di impedire l’arresto. I carabinieri sapevano che nel “suo” territorio Luigi Cuccaro godeva di grande prestigio. Una delle prime reazioni sull’accaduto viene da Roberto Saviano, che oggi, 21 giugno, è tornato a Casal di Principe dopo 8 anni: “Quello che è accaduto a Barra è la dimostrazione che la battaglia per sconfiggere la camorra è ancora lunga e non dobbiamo essere ingenui nel credere che abbiamo già vinto”.

I carabinieri di Torre Annunziata lo hanno scovato a casa del cognato nei pressi di via Giambattista Vela, dove era stata organizzata una festa per il suo onomastico. Si trovava in un nascondiglio ricavato tra le pareti dell’ingresso, a cui si accedeva rimuovendo un attaccapanni. Quando si è reso conto che non aveva più scampo, il latitante è venuto fuori con la carta d’identità in mano e ha detto ai carabinieri: “Sono Luigi Cuccaro”.

L’uomo era ricercato da due anni. Nei suoi confronti c’erano tre ordinanze di arresto emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia per omicidio, associazione a delinquere di tipo mafioso e associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e al contrabbando. L’omicidio è quello di Ciro Veneruso, detto “ò baffone”, del clan Aprea, ucciso il 26 luglio del 1996 a poca distanza da Palazzo Magliaro, la roccaforte dei Cuccaro. “O’ baffone” fu sorpreso dai killer in sella a una moto di grossa cilindrata e fu trucidato con più colpi d’arma da fuoco.