Anche le foto pubblicate su Facebook sono coperte da diritto d’autore. Dunque se un quotidiano ne fa un uso non autorizzato può essere costretto a risarcire il proprietario. A stabilirlo è la nona sezione del Tribunale di Roma, secondo cui postare immagini sulla pagina personale del social network “non comporta la cessione integrale dei diritti fotografici”.

Con questa motivazione i giudici hanno garantito il risarcimento a un utente, assistito dallo studio legale Lipani Catricalà&Partners, che aveva rivendicato il diritto alla proprietà di alcune foto pubblicate in rete. E aveva fatto causa a un quotidiano che le aveva pubblicate senza alcuna autorizzazione. Il Tribunale ha riconosciuto la risarcibilità sia del danno patrimoniale sia di quello morale connesso al mancato riconoscimento della paternità delle fotografie.

Nella sentenza, inoltre, viene chiarito che inserire un’immagine sul proprio profilo, in mancanza di prove contrarie, costituisce “presunzione grave, precisa e concordante” della titolarità dei diritti fotografici in capo al titolare delle pagine nelle quali sono pubblicate. Con questa premessa il collegio, dopo aver esaminato le condizioni di licenza del social network di Mark Zuckerberg, ha sentenziato che “la possibilità di utilizzo delle informazioni pubblicate utilizzando il tasto ‘Pubblica’ non costituisce licenza generalizzata di utilizzo e di sfruttamento dei contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale in favore di qualunque terzo che accede alla pagina”. Al contrario, la libertà di utilizzo “riguarda esclusivamente le informazioni e non i contenuti coperti da diritti di proprietà intellettuale”.

Il caso è nato quando un giovane fotografo ha pubblicato sulla propria pagina personale alcune foto scattate in una discoteca romana. Le immagini sono poi apparse, all’insaputa dell’autore, su un quotidiano nazionale insieme a una serie di articoli sui locali notturni. Gli scatti poi sono stati riutilizzati anche da alcuni programmi televisivi.