Ricollocamento intra-Ue di 40mila richiedenti asilo: 24mila da Italia e 16mila da Grecia, in 24 mesi. Il collegio dei commissari europei ha dato il via libero alla proposta legislativa dell’esecutivo comunitario, che introduce il meccanismo d’emergenza di cui si parla dallo scorso aprile. La proposta di legge passa ora all’attenzione del Parlamento Ue (la cui maggioranza ha già espresso sostegno) e degli Stati membri (una decina di capitali si sono dette contrarie, con perplessità anche da Spagna e Francia). Il meccanismo si applicherà solo a siriani ed eritrei, che sono arrivati nei due Paesi dopo il 15 aprile di quest’anno. “Noi non proponiamo di stabilire quote. Quota è una parola che non ci piace e non abbiamo mai usato”, così il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos, spiegando che lo schema propone una solidarietà minima, per Stato. Il nuovo piano operativo di Triton “include l’area dell’ex operazione italiana Mare Nostrum, ha detto ancora Avramopoulos, che sottolinea come gli obiettivi siano il controllo delle frontiere e salvare vite.

Secondo la proposta, i 40mila sarebbero divisi come segue: alla Germania ne andrebbero 8.763, alla Francia 6.752 e alla Spagna 4.288, il che significa che i tre Paesi accoglierebbero da soli 19.803 persone, quasi la metà del totale, mentre il resto dei migranti verrebbe ripartito in proporzioni di gran lunga inferiori fra altri 20 Paesi. Le cifre sono leggermente diverse da quelle che erano state presentate il 13 maggio scorso: per esempio allora era previsto che la Spagna dovesse assorbire il 9,1% dei richiedenti asilo e non il 10,72% proposto oggi.

Gli altri punti della proposta
Gli altri punti approvati dalla Commissione: linee guida per la raccolta delle impronte digitali; un piano di azione per la lotta ai trafficanti di esseri umani; un sistema per il reinsediamento di 20mila dai campi profughi su base volontaria in due anni; una consultazione pubblica sulla Blue card per l’immigrazione legale; ed il nuovo piano operativo di Frontex. La proposta della Commissione Ue sul trasferimento dei profughi, approvata oggi, prevede anche che gli Stati membri riceveranno 6mila euro per profugo trasferito sul proprio territorio, per un totale di 240milioni di euro.

In Niger un ufficio per le richieste d’asilo
“In Niger creeremo un ufficio per valutare tutte le richieste di asilo sul terreno. Si tratta di un progetto su base sperimentale. Se funzionerà lo faremo anche in altri Paesi”, ad esempio in nord Africa, così il commissario Ue all’Immigrazione Dimitris Avramopoulos. Secondo quanto spiegato da fonti euroepee, l’ufficio non è da confondersi con centri in Africa in cui concentrare gli arrivi dei migranti, ma di un ufficio in cui saranno fornite informazioni e sarà possibile inoltrare richiesta d’asilo.

Ue: “Monitoreremo Italia e Grecia sulla raccolta delle impronte”
Italia e Grecia saranno tenuti a inviare una roadmap sulla prima accoglienza e raccolta di impronte entro un mese dall’entrata in vigore della decisione. Nel caso i Paesi non rispettassero gli obblighi previsti, la Commissione potrà sospendere i trasferimenti. Grecia e Italia dovranno inviare report sulla situazione ogni tre mesi. Sulla raccolta delle impronte “monitoreremo Italia, Grecia e altri Stati membri”, ha detto ancora Avramopoulos.

La decisione definitiva dopo il 26 giugno
I passaggi cruciali per l’iter della proposta legislativa saranno il consiglio dei ministri Ue degli Affari interni del 15 giugno ed il vertice dei leader del 26 giugno, dove si attendono accese discussioni e negoziati serrati. La proposta, che introduce il principio di solidarietà, dovrà essere approvata a maggioranza qualificata. Questo meccanismo dovrebbe costituire un’esperienza pilota e la base per una proposta di legge, per un sistema di emergenza a regime, che la Commissione europea intende presentare entro fine anno.

Alfano: “Non diamo giudizi affrettati”
“Sul negoziato complessivo con l’Unione europea non sono pessimista”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano, spiegando di voler “vedere l’impianto complessivo della proposta senza dare giudizi affrettati. Stiamo lavorando bene su tre livelli: in Africa con l’Onu per contrastare i trafficanti di uomini, in mare con l’allargamento di Frontex e in Ue per far cadere il muro di Dublino”.

Renzi: “Andremo a riprendere il barcone in fondo al mare”
“L’Italia ha dovere di risolvere il problema assieme all’Ue”, ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo a un comizio elettorale a Perugia ribadendo che l’Italia “andrà a riprendere quel barcone e daremo sepoltura a quelle persone, non erano numeri ma persone” dimostrando di volere, così, che il leader Ue “non girino la testa, non possono inabissare le loro coscienze”. Il riferimento è al peschereccio inabbissatosi la notte del 18 aprile nel Canale di Sicilia, al largo delle coste libiche: secondo il racconto di alcuni superstiti, oltre 750 persone erano state rinchiuse nella stiva.

Bolzano, bloccati 120 profughi arrivati dall’Africa
Intanto i migranti che non intendono restare sul territorio italiano si ammassano alle frontiere. Alla stazione ferroviaria di Bolzano questa mattina sono arrivati circa 120 profughi di Paesi africani, che per il momento però non possono proseguire il loro viaggio verso nord. Da ieri, infatti, la Germania ha sospeso Schengen e reintrodotto i controlli al confine in vista del G7. Ai migranti attualmente viene impedito di salire sui treni diretti al Brennero. “I prossimi giorni sono un’incognita. Rischiamo l’effetto imbuto”, ha detto Roberto Defant, dell’associazione Volontarius.