“Serve chiarezza sulla vicenda dei diritti tv e che ci sia equità” dice Matteo Renzi. Che però rimarrà deluso. Perché la storia dell’assegnazione dei diritti tv del calcio sta assumendo tutti i contorni del classico pasticcio all’italiana. Perquisizioni, accuse, indagini. E accusatori che fino all’altro ieri avevano dato il via libera all’accordo su cui ora hanno deciso di indagare. La cronaca di giornata, in tal senso, ha fatto registrare l’apertura ufficiale di un’istruttoria da parte dell’Antitrust per verificare se tra Sky e Mediaset siano intervenuti “accordi spartitori” con spettatori interessati l’advisor Infront e la Lega Calcio di Serie A. E’ questo il primo effetto delle perquisizioni effettuate oggi dall’authority e dai militari del Nucleo speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza nelle sedi di tutti gli attori del patto sui diritti tv. La vicenda dell’assegnazione delle esclusive sul campionato di calcio per il triennio 2015-2018, quindi, è bel lungi dall’essersi conclusa. E’ direttamente l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato a comunicare il via al provvedimento, con tanto di spiegazione sia dell’ipotesi alla base del sospetto che degli obiettivi da perseguire.

Antitrust: “Verificare esistenza di accordi spartitori”
“In particolare – ricostruisce l’authority – al termine della procedura per l’assegnazione dei diritti televisivi, Sky avrebbe dovuto trasmettere le partite del Campionato di Serie A sulle piattaforme satellitare e digitale terrestre contenute nei “Pacchetti A e B”, mentre a Mediaset, che aveva presentato l’offerta più alta solo per il “Pacchetto D”, sarebbero spettate le restanti partite su tutte le piattaforme”. Queste le premesse. Ciò che è successo dopo, però, non è andato secondo le aspettative. E l’Antitrust lo ha sottolineato. A chiare lettere: “Successivamente alla gara, tuttavia, l’assetto definitivo delle assegnazioni è risultato diverso per i singoli ‘pacchetti’ in cui erano stati inseriti i diritti televisivi: il pacchetto satellitare (A) è stato assegnato a Sky, il pacchetto digitale terreste (B) è stato assegnato a RTI, mentre il pacchetto D è stato assegnato a RTI e poi da questa ceduto a Sky“.

Anche questa è una ricostruzione di cronaca. All’epoca, in tal senso, si ricorderanno le parole del presidente della Lega di Serie A Maurizio Beretta, che commentando la decisione sottolineò che la soluzione in questione “tiene conto di una valorizzazione dei ricavi e dell’interesse degli utenti e dei consumatori ed è frutto di un lavoro di approfondimento anche legale”. L’opera degli avvocati della Lega, quindi, ora sarà oggetto dell’attenzione dell’Antitrust. Che punta a verificare “la possibile sussistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza, in violazione dell’art. 101, comma 1, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, volta eventualmente a ‘condizionare e alterare’ gli esiti della procedura di assegnazione e a escludere i potenziali nuovi entranti, in modo da pregiudicare il commercio intracomunitario. Il procedimento dovrà concludersi entro il 30 aprile 2016″.

Agcom: “Deroga al divieto di sub-licenza decisa con l’Antitrust”
Ciò che l’Antitrust non scrive, tuttavia, sono i motivi per cui, subito dopo l’accordo tra Mediaset e Sky, decise di dare il via libera al patto tra i due colossi dell’informazione sportiva. Un particolare immediatamente fatto notare dall’Agcom, che in una nota ha precisato quanto segue: “La deroga del divieto di sub-licenza è stata decisa con l’Antitrust” hanno fatto sapere dall’Agcom. Non solo. L’Agcom ha ritenuto opportuno precisare, “anche a conferma delle attività di coordinamento e della leale collaborazione tra le due Autorità, che la deroga al divieto di sub-licenza” prevista dal cosiddetto decreto Melandri “è stata accordata in seguito alla richiesta della Lega Calcio, per il pacchetto di diritti audiovisivi relativi al campionato di Serie A per le stagioni sportive 2015/16, 2016/17 e 2017/2018, da entrambe le Autorità, con decisioni contestualmente assunte dai due collegi nel luglio 2014, a seguito della verifica del rispetto delle condizioni previste dalla citata normativa”. Insomma, sia Agcom che Antitrust hanno dato il loro placet all’operazione. Le due Autorità, infatti, ai sensi del decreto Melandri, “sono entrambe tenute, ciascuna per i profili di competenza, a pronunciarsi sulle richieste di deroga al divieto di sub-licenza, ferme restando le competenze esclusive dell’Agcom di verifica ex post del rispetto delle norme in materia di concorrenza e oggetto dell’istruttoria avviata”.

Mediaset: “Assegnazione diritti tv perfettamente regolare”
E mentre Infront ha assicurato di esser pronta di mettere “a disposizione dell’Antitrust ogni documento richiesto e sta già collaborando con la stessa all’accertamento della correttezza dei fatti”, sulla vicenda è intervenuta anche Mediaset. Con una presa di posizione scontata, ma al tempo stesso assai significativa. “Sui diritti tv della serie A 2015-2018 l’assegnazione è perfettamente regolare” hanno fatto sapere dal Biscione prima di ricordare che “gli accordi definitivi hanno ricevuto il benestare sia di AgCom sia di Antitrust in conformità con la Legge Melandri“.