Il tour elettorale di Matteo Salvini per le Regionali in Toscana diventa di nuovo un percorso di contestazioni, cordoni di forze dell’ordine, questa volta anche di scontri, feriti e fermi. A Massa la polizia ha caricato i manifestanti che hanno tentato di sfondare i picchetti della polizia a protezione dell’area del comizio del leader della Lega Nord: le manganellate hanno provocato due feriti (padre e figlio) e diversi contusi. A Viareggio l’auto del segretario del Carroccio è stata accerchiata e colpita, mentre il suo comizio è durato solo 10 minuti per via delle grida e del lancio di uova. “Io non mi fermo, non mi spavento – replica il leader del Carroccio in serata al Tg4 – ma mi spaventa l’idiozia di certa gente che non si ferma nemmeno davanti a mamme e bambini”.  

A Massa per acclamare Salvini erano in 150, per contestarlo circa 200. “Sui gommoni ci vogliamo i padroni” si leggeva su uno degli striscioni. A prendere parte alle proteste militanti di sinistra, centri sociali di Massa e Carrara, Carc, anarchici di Carrara e associazioni politico culturali antifasciste. Tra i presenti tanti studenti e anche qualche consigliere comunale. Un primo lancio di uova, arance e fumogeni ha anticipato lo sfondamento dei manifestanti dei blocchi della polizia. Una volta che i manifestanti hanno superato il cordone del reparto mobile sono partite le manganellate. I feriti sono stati due: entrambi sono stati portati in ospedale in ambulanza. Sono padre e figlio: quest’ultimo è stato fermato per resistenza a pubblico ufficiale per aver difeso il primo. 

Salvini: “Hanno bloccato un’intera città per non farmi parlare”
Salvini ha anche affrontato – a distanza – i manifestanti: “Mi stanno urlando razzista da là – ha detto dal palco – Hanno bloccato un’intera città per non farmi parlare e hanno costretto al superlavoro le forze dell’ordine, poi parlano di democrazia. Se andassero a lavorare in un centro per anziani o a fare un po’ di volontariato, forse sarebbero più credibili”. I tafferugli, in quel momento, non erano ancora avvenuti. Nel corso del comizio, durato meno di mezz’ora, Salvini, le cui parole grazie ai microfoni venivano sentite anche dai manifestanti, aveva parlato del caso della 12enne picchiata a Terni perché portava il crocifisso: “Avete letto del pestaggio per una catenina col crocifisso? Io dico: se non ti piace il crocifisso tornatene a casa tua, prendi un barcone, un aereo, un deltaplano ma lascia l’Italia”. E sempre sugli immigrati ha insistito: “Vi sembra possibile che chi scappa da una guerra arrivi a Livorno (in realtà era Campiglia, vicino a Piombino, ndr) e chieda la tv a colori? Qualcuno ci sta prendendo in giro e secondo me qualche cooperativa rossa ci sta guadagnando soldi con questi sbarchi”.

Viareggio, Salvini fugge in auto, colpita con pugni
Ma le contestazioni sono arrivate anche a Viareggio. L’europarlamentare ha lasciato in anticipo il mercato centrale dove alcuni lo stavano apostrofando in mezzo alla gente, vicino a un gazebo del partito. Poi è salito in auto che è stata accerchiata, colpita con alcuni pugni e inseguita a piedi e con altri mezzi dai contestatori. Ad un certo punto l’autista ha anche fermato la vettura ed ha affrontato gli inseguitori, poi è risalito e ha ripreso la marcia. Alla fine Salvini è arrivato in Passeggiata per un comizio di un quarto d’ora. “Non mi fanno paura tre deficienti – ha detto Salvini ai suoi sostenitori che lo invitavano a parlare – ma ho visto un bambino spaventato che piangeva per colpa di questi dementi. Non posso parlare in mezzo ai bambini e mettere a rischio l’incolumità della gente, ci vediamo dopo”.

Il tetto della nostra macchina danneggiato da un “bravo ragazzo” dei centri sociali.

Posted by Matteo Salvini on Sabato 16 maggio 2015

Il suo discorso è durato solo 10 minuti proprio per l’intervento dei manifestanti delle sigle antagoniste che hanno lanciato anche uova. “Questa non è politica, questa è delinquenza – ha detto – questa non è democrazia. Dopo una giornata così, anche a Viareggio non ci sono dubbi su come votare il 31 maggio. E’ giusto che ognuno esprima le sue opinioni ma così non mi è stato consentito di parlare”. Durante il suo breve intervento, disturbato dai contestatori, Salvini ha ricevuto applausi da chi era venuto a sentirlo. Sceso dal palco ha quindi raggiunto la sua auto e ci sono stati altri momenti di tensione poiché i contestatori hanno tentato di forzare il cordone di agenti per avvicinarlo. Sono state ancora lanciate uova contro Salvini prima che salisse sulla vettura, poi allontanatasi a tutta velocità con la scorta. Quando ormai Salvini se ne era andato, ci sono stati contatti, senza conseguenze, tra i sostenitori leghisti che facevano parte dell’organizzazione del comizio, e gli stessi contestatori.

I contestatori, sul viale principale di Viareggio, hanno scandito slogan come “siamo tutti clandestini, siamo tutti omosessuali”. Oltre a bandiere rosse, una ragazza espone uno striscione con la scritta “Sono lesbica, sono rom, abbasso Salvini”. Inizialmente nel tour in Versilia di Salvini era prevista anche una tappa, poi saltata, a Torre del Lago, la cui Marina è tra l’altro luogo simbolo della comunità Lgbt della Toscana.

Il tour della Lega prosegue a Pisa
La “questione toscana”, dopo le contestazioni a Livorno, ha avuto una coda a Pisa, dove Salvini aveva annunciato una passeggiata in centro e un comizio in un hotel di Calambrone, una frazione sul litorale quasi al confine con Livorno. Per confermare la tappa a Pisa l’europarlamentare ha acquistato un’intera pagina del Tirreno, anche perché nei giorni scorsi era stato annunciato l’annullamento di due date (Torre del Lago e, appunto, Pisa) proprio per via del timore di disordini. 

Per il momento qui, dopo le tensioni del pomeriggio, si racconta solo di un corteo di circa 200 appartenenti alla galassia antagonista che hanno sfilato in corteo nel centro della città della Torre. In testa uno striscione con la scritta “Mai con Salvini mai con Renzi”. Di Salvini, per il momento, non c’è traccia: si sa solo che ha cenato in un ristorante della Marina di Torre del Lago, presidiato dalla polizia. 

Salvini: “Il braccio armato dei centri sociali fa comodo”
Tutto questo, durante la giornata, ha rinnovato la lite a distanza tra Salvini e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Se il ministro dell’Interno facesse il suo lavoro – ha attaccato il leader della Lega dai microfoni di Radio Padania – non ci sarebbe bisogno di mandare 8000 poliziotti per difendere Salvini. Invece a qualcuno il braccio armato dei centri sociali fa comodo, ma non saremo certo noi a fermarci, figuriamoci”. Salvini assicura: “Non reagiamo con violenza, siamo adulti e civili, ma non stiamo neanche lì a farci sputare in testa. Non ci spaventano sono loro che hanno paura“.

Alfano: “Salvini è in profonda malafede”
Alfano ha replicato da Spoleto, dove stava visitando una scuola di sottufficiali della polizia: “Nonostante il mio noto dissenso dalle sue parole, mi impegnerò sempre al massimo per il suo diritto a dire ciò che ritiene di dire” ha detto. Tuttavia il ministro ha sottolineato di non credere “che agli italiani manchino le parole di Salvini, nel senso che lo sentono parlare in qualunque giorno e a qualunque ora. Non credo che abbia inibita la libertà di parola” anche se resta “assolutamente indegno che qualcuno voglia impedirgli di parlare”. Tutte polemiche, secondo Alfano, per cercare “un pdi più di esposizione”. “Salvini cambia idea in continuazione e mi attacca tutti i giorni in modo maniacale”, è “in profonda malafede” aggiunge il capo del Nuovo Centrodestra a SkyTg24. Per tutelare Salvini, ha ribadito Alfano, “sono in campo migliaia di uomini e donne delle forze dell’ordine”.