Sono strutture che i migranti definiscono “inadatte alle loro esigenze” quelle in cui i gruppi di immigrati africani arrivati dalla Sicilia alla Toscana sono stati sistemati per far fronte all’emergenza sbarchi. Le prefetture di Pisa e Livorno hanno ascoltato le loro proteste e hanno agito di conseguenza. La sistemazione a San Rossore di Pisa, dicono, è troppo isolata dalla città e sprovvista di linea wi-fi. Nell’hotel a Campiglia Marittina, in provincia di Livorno, vivono invece anche donne sposate e la religione islamica non permette di convivere con loro. E poi la cucina è in comune e le camere sono strette. Questi i motivi per cui due gruppi distinti di immigrati non sono scesi dai pullman e hanno chiesto e ottenuto un’altra sistemazione.

“Sono stati sistemati altrove perché vi era la disponibilità di altre soluzioni”. Così fonti della prefettura di Pisa hanno accolto le richieste dei migranti che hanno bocciato le prime sistemazioni proposte loro. Una scelta per evitare tensioni, perchè un gruppetto di nigeriani già aveva chiesto di tornare in Sicilia pur di non stare in una struttura “distante dalla città”. Anche nel Livornese, a Campiglia Marittima, una quindicina di migranti ventenni provenienti da Gambia, Ghana, Zimbabwe e Kenya hanno detto no all’albergo disposto dalla prefettura in cui alloggiano già un’altra trentina di rifugiati. Il motivo è sempre di origine etnico-religioso, dovendo convivere con donne sposate. Ma anche il peggiorameto della sistemazione rispetto a quanto sperimentato in Sicilia, dove avevano a disposizione spazi autonomi per cucinare e camere più spaziose. E anche in questo caso la prefettura di Livorno ha scelto di venire incontro alle istanze dei migranti, dirottandoli in mini appartamenti solitamente utilizzati per le vacanze.

“Arroganza inqualificabile”. Il candidato alle elezioni regionali della Toscana di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, commenta aspramente le richieste dei migranti. “Se questi sono gli atteggiamenti dei profughi cui la Toscana è chiamata a dare ospitalità e assistenza a spese dei contribuenti, – ha scritto il candidato di FdI in una nota – gli immigrati possono tranquillamente tornarsene a casa loro”. Per Donzelli, se il problema è l’assenza di wi-fi o la distanza dalla città non meritano l’accoglienza che stanno ricevendo: “di certo noi non sentiremo la loro mancanza”. Ma la decisione delle autorità è finalizzata a limitare potenziali tensioni che potrebbero crearsi tra diverse etnie, come è già successo a Pistoia, dove c’è stato un accoltellamento di cui ancora non si è accertato il motivo tra un profugo del Gambia e uno della Guinea.