Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito il Nepal, già devastato da quello di 7,9 sulla scala Richter del 25 aprile. A Kathmandu sono crollati degli edifici pericolanti. Il ministero dell’interno nepalese parla di “almeno 57 morti” e 1.129 feriti. In India le vittime sarebbero “almeno 17” e sono stati coinvolti molti bambini nelle scuole e nelle abitazioni crollate. Un uomo è morto inoltre nella regione autonoma cinese del Tibet colpito dalla caduta di sassi. Almeno 12 persone sono rimaste ferite anche a causa di tre grosse slavine che si sono staccate nel distretto di Sindhupalchowk. Il sisma è durato un minuto e l’epicentro è stato registrato vicino al Monte Everest, 83 km a est della capitale Kathmandu, nei pressi del confine cinese. 

La scossa è stata avvertita anche a New Delhi e in altre zone del nord dell’India, come pure a Dacca, capitale del Bangladesh, e in Cina. La notizia è stata data dall’istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs). I residenti della capitale sono scesi in strada, ma al momento non è noto quali ulteriori danni abbia creato la nuova scossa, in un Paese già duramente provato. Il Centro sismologico mediterraneo europeo ha registrato altre scosse di assestamento a 10 minuti di distanza dalla prima, tra 5 e 6 di magnitudo. L’aeroporto internazionale di Kathmandu è stato chiuso per due ore per precauzione. Nel frattempo 12 persone sono state estratte vive dalla macerie: nove a Dholaka (regione dell’Everest) e tre a Kathmandu.  

“Sono tutti in strada con il fiato sospeso in attesa che le scosse finiscano – ha dichiarato una cooperante italiana all’Ansa -, i negozi stanno chiudendo e tutte le attività sono paralizzate. La scossa è stata molto forte e la gente si è precipitata fuori dalle case. Tutto è immobile ora”. Rose Foley, una funzionaria dell’Unicef a Kathmandu, nei minuti seguenti al terremoto ha commentato: “Il tremore sembrava non fermarsi. Sembrava di stare su una nave con il mare mosso”. È dello stesso parere Erica Beuzer, operatrice di un ong italiana a Kathmandu: “Stamattina qui nella capitale avevamo appena abbassato la guardia, perché a livello nazionale era stato diffuso il cessato pericolo e l’invito a rientrare nelle case. Invece abbiamo ballato come sul ponte di una nave”.

Un elicottero della marina statunitense, un UH-1 Huey, coinvolto negli aiuti per il terremoto in Nepal, è stato dichiarato disperso nell’area di Charikot, uno dei villaggi più duramente colpiti dalla scossa. Lo ha fatto sapere un portavoce dello United States Pacific Command. L’equipaggio dell’elicottero della marina Usa disperso in Nepal è stato sentito parlare di problemi con il carburante, prima che il velivolo scomparisse. Lo ha fatto sapere il Pentagono. Sull’elicottero si trovavano sei marine Usa e due soldati nepalesi. Il Pentagono ha anche fatto sapere che i voli per la ricerca del mezzo sono stati sospesi a causa del buio, ma le operazioni dell’esercito nepalese proseguono via terra.

Nell’ultimo bilancio del ministero dell’Interno relativo alla scossa del 25 aprile, il numero di vittime ha raggiunto quota 8.020, mentre i feriti sono 17.866. A livello di distretto, il sisma si è accanito in particolare con quello di Sindhupalchowk, che ha registrato 3.107 morti, seguito da Kathmandu (1.222). Infine il ministero ha segnalato che 296.903 case private sono andate completamente distrutte, insieme a 10.803 proprietà pubbliche, pure completamente rase al suolo.