“Le prove Invalsi non servono a valutare l’efficacia educativa della scuola pubblica sui ragazzi”. Con queste motivazioni la Rete degli studenti ha organizzato un flash mob notturno, andato in scena tra l’11 e il 12 maggio davanti al Miur. L’insieme delle associazioni studentesche delle scuole superiori ha spiegato in una nota: “Oggi verranno somministrate, come ogni anno le prove Invalsi alle classi delle scuole superiori, dei test a crocette finalizzate a vedere i risultati di apprendimento in diverse materie degli studenti italiani. Come ogni anno saremo davanti alle nostre scuole per dire ancora una volta che gli studenti e i loro traguardi non possono essere misurati con delle crocette”.

E l’invito al boicottaggio ha avuto, secondo gli studenti, buoni riscontri: “Secondo un sondaggio di Skuola.net uno studente su quattro era intenzionato a boicottare le prove, stamattina possiamo confermare l’altissima adesione alla protesta. Le studentesse e gli studenti delle classi seconde hanno consegnato in bianco, letto un libro mentre somministravano le prove, non sono entrati in classe, hanno organizzato sit-in e manifestazioni di protesta. Da oggi partirà lo sportello SOS per difendere gli studenti da ritorsioni e illegittime sanzioni”.

Ma per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini il “sabotaggio del Test Invalsi” è stato “un fatto molto grave. Fortunatamente – ha aggiunto al termine dell’incontro con i sindacati sulla riforma della scuola – non è stato un calo così sensibile, siamo arrivati all’80% ma strumentalizzare questa questione significa speculare sul futuro dei ragazzi“. E anche per il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che sottolinea comunque come si possa essere “contro il governo, legittimo”, “boicottare le prove #Invalsi è indecente. E’ ingiusto per i ragazzi”. 

Il portavoce nazionale Alberto Irone spiega così le ragioni della protesta: “Abbiamo fatto un flash mob per portare all’attenzione pubblica la questione dei test Invalsi. Il ruolo della scuola va molto oltre alla mera acquisizione di nozioni. Ogni anno poi, vediamo come a causa di queste prove in molte scuole si blocchi completamente la didattica per fare una preparazione finalizzata esclusivamente alle Invalsi, falsando già di per sé i risultati. Noi non siamo numeri e non possono valutarci con delle crocette“.

Sempre in occasione delle prove Invalsi alle scuole superiori, l’Unione degli studenti (che ha raccolto le foto) ha promosso azioni di boicottaggio dei test in tutte le scuole del Paese. Il coordinatore nazionale di Uds, Danilo Lampis, ha sottolineato: “Secondo un sondaggio di Skuola.net uno studente su quattro era intenzionato a boicottare le prove, stamattina possiamo confermare l’altissima adesione alla protesta”.

Le prove Invalsi sono i test del Sistema Nazionale per la valutazione del sistema dell’istruzione. Avrebbero dovuto svolgersi il 5 maggio, ma sono state rimandate per via dello sciopero del personale scolastico contro il ddl di riforma della scuola. Si tengono a livello nazionale e servono per valutare il livello di preparazione degli studenti italiani di alcune classi di elementari, medie e superiori. Contro questi test ci sono state diverse proteste tra studenti, insegnanti e genitori. I dubbi si concentrano principalmente sul metodo utilizzato (ad esempio le domande a risposta multipla) e sul peso che avrebbe la valutazione delle prove sul curriculum di studenti e docenti. Molte le perplessità anche sull’efficacia dei test per un’effettiva valutazione della scuola italiana. Atri proteste si concentrano, invece, sulle irregolarità che si verificherebbero durante lo svolgimento delle valutazioni.