Scatta l’ora delle prove Invalsi nella scuola italiana. Oggi oltre un milione di bambini della scuola primaria (per l’esattezza 1.117.900) non faranno storia, geografia o educazione motoria ma il test che ogni anno viene somministrato dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione. La macchina organizzativa di Villa Falconieri con a capo la presidente Anna Maria Ajello è pronta. Fino al tardo pomeriggio ha lavorato affinché tutto possa funzionare: ogni prova dall’altro canto costa cinquecentomila euro, un milione in totale per la primaria, ovvero meno di un euro a bambino.

Per la prima giornata saranno coinvolte 7.776 scuole elementari: tra queste 748 saranno considerate scuole campione e vedranno gli osservatori dell’Invalsi in campo a monitorare la situazione. Ad essere sottoposti al test saranno 29.586 bambini di classe seconda (1.469 quelli delle scuole campione) che dovranno affrontare la prova preliminare di lettura oltre a quella di italiano che sarà fatta anche per 29.612 alunni della quinta. Nelle scuole da qualche sono arrivati i plichi di carta sigillati da reggette termosaldate: fino all’ora “X”, le nove e mezza, non potranno essere aperti se non alla presenza del dirigente o di un suo delegato e dell’insegnante somministratore.

I bambini delle seconde effettueranno prima la prova preliminare di lettura a cronometro della durata di due minuti effettivi e successivamente la prova d’italiano che potrà essere svolta in quarantacinque minuti. Dalle undici partirà il test nelle classi quinte che avranno un’ora e quindi minuti a disposizione dopo aver letto le istruzioni. Giovedì, sempre per le stesse classi della primaria, sarò la volta della prova di matematica. Un lavoro notevole anche per gli insegnanti che dovranno seguire il “manuale del somministratore” attenendosi, come vi è scritto nel documento elaborato dall’Invalsi, “in maniera precisa e rigorosa alle procedure” che prevedono, per esempio, persino la risposta da dare a qualunque richiesta d’aiuto: “Mi dispiace ma non posso rispondere a nessuna domanda. Se ti può essere utile, rileggi le istruzioni e scegli la risposta che ti sembra migliore”.

Dall’altro canto all’istituto di Villa Falconieri ogni anno devono fare i conti con il “cheating” ovvero l’aiutino che arriva dai docenti. Quest’anno la novità, inoltre, saranno alcuni test cosiddetti “ancorati”: “La prova di quest’anno in alcune classi verrà tenuta segreta e rifatta nei prossimi anni nella stessa classe dello stesso livello scolare – spiega la presidente Anna Maria Ajello –in modo che si possa ripetere, per vedere se i ragazzi hanno fatto progressi rispetto al passato. Questo servirà ad avere una misura sugli sforzi delle scuole”.

Intanto come ogni anno, in occasione del test Invalsi, i Cobas hanno proclamato uno sciopero contro il test, inizialmente previsto anche per la giornata di ieri prima che la presidente Ajello decidesse di spostare la seconda prova al 7: “Avendo chiaro il peso economico per chi avrà già scioperato il 5, proponiamo – spiega il coordinatore nazionale Piero Bernocchi – di formare nelle scuole casse di resistenza per rimborsare coloro che, scioperando, bloccheranno i quiz;  mentre per il 7, non essendo possibile scioperare per tre giorni consecutivi, dovremo operare il boicottaggio nelle scuole”.