Da San Remo a Milano. Dall’arrivo della prima tappa, una cronosquadre di 17,6 km con partenza a San Lorenzo al Mare e traguardo nella città dei fiori, all’arrivo finale nella classica passerella milanese. Il 98mo Giro d’Italia quest’anno percorre al contrario la classicissima Milano-San Remo, prendendola un po’ alla larga: 3481 km di lunghezza partendo dalla Liguria, dove non tutte le strade saranno asfaltate, e scendendo sul versante tirrenico fino alla Campania, per poi risalire sul versante adriatico verso le Alpi che caratterizzeranno l’ultima, decisiva, settimana. 21 le tappe (5 di alta montagna, 7 di media montagna e 7 pianeggianti, più la cronosquadre di apertura e la crono individuale alla 14ma tappa), 22 le squadre al via, di cui 5 italiane, e 198 i corridori. Finora, dalla prima edizione del 1909, hanno preso parte alla corsa 4968 corridori, e ognuno di loro ha raccontato con la sua fatica un pezzo di storia del Paese e del mutamento della sua architettura sociale. Perché il ciclismo è questo: un racconto infinito che dall’alba della Prima Guerra Mondiale arriva all’eterno presente della società dello spettacolo, attraversando luoghi e persone.

IL PERCORSO
Scendendo a sud nella prima settimana, oltre alla cronosquadre inziale, ci sono già due dei sette arrivi in salita previsti: alla 5a tappa La Spezia-Abetone e alla 8a Fiuggi-Campitello Matese. Non dovrebbero però esserci scossoni, e come al solito avranno spazio i velocisti e agli attaccanti di tappa. Così anche la seconda settimana, dove si comincerà a capire chi tra i big è in forma e chi meno, quale squadra ha preso in mano la corsa, quale gregario potrebbe togliere il posto al proprio capitano. Prima della seconda e ultima giornata di riposo le due tappe che segnano l’inizio della corsa ‘vera’: chi c’è e chi non c’è. Sono la cronometro Treviso-Valdobbiadene alla 14ma e il giorno dopo la Marostica-Madonna di Campiglio, primo arrivo sulle Dolomiti. Poi la terza e decisiva settimana. Si comincia subito a salire alla 16ma con la Pinzolo-Aprica, in cui ci si inerpicherà su per il Mortirolo (Montagna Pantani) e da lì non la si smetterà più. Oltre all’Aprica e il Mortirolo i corridori dovranno infatti affrontare il Mottarone e l’Alpe Segletta prima della picchiata per Verbania alla 18ma, i quattro gp di montagna tra cui Saint-Barthélemy e Col San Panteleimon per l’arrivo in salita a Cervinia alla 19ma. E infine il Colle delle Finestre (Cima Coppi) lungo lo storico versante sterrato per poi affrontare l’ultimo, decisivo, fondamentale, arrivo in salita al Sestriere nella 20ma tappa.

I CORRIDORI
Un uomo solo al comando, è lo spagnolo Alberto Contador già vincitore del Giro 2008 (e del 2011 poi revocato per doping), oltre a due Tour de France (2007 e 2009, con quello del 2010 revocato) e tre Vuelta di Spagna (2008, 2012, 2014). Intorno a lui il team russo Tinkoff-Saxo, che da quest’anno è diretto da Steven de Jongh dopo i 15 anni di Bjarne Riis, e che ha costruito una squadra di lusso, con Ivan Basso primo gregario e Kreuziger e Rogers a fare da scudieri in montagna. A seguire il colombiano Rigoberto Uran, scalatore puro della Etixx-Quick Step che vive in Italia, è reduce da due secondi posti consecutivi al Giro e considera questa la sua corsa. Poi le speranze italiane riposte nel piccolo scalatore sardo Fabio Aru, 25 anni di potenza pura che lo scorso anno si è piazzato terzo. L’assenza di Nibali, che anche quest’anno punta al Tour, ne fanno l’uomo di punta del team kazako Astana: sprofondato nel vortice del doping e ammesso al gruppo World Tour dalla Commissione Licenze dell’Uci solo all’ultimo momento.

La corazzata del team Sky punta invece su Porte, con al suo fianco il ceco Konig, bravo nelle corse a tappe più brevi l’australiano però alla soglia dei 30 anni mai è riuscito nemmeno a sfiorare un piazzamento importante nei tre grandi giri. Al contrario, il belga Van Der Broeck della Lotto-Soudal ha sempre fatto bene nelle tre grandi corse e potrebbe dire la sua. Da tenere d’occhio anche Hesjedal, canadese della Cannondale-Garmin che un po’ a sorpresa vinse il Giro del 2012, e se si vuole tentare il colpo il russo Zakarin della Katusha che ha appena vinto il Giro di Romandia. Oltre ai gregari più importanti, per i successi di tappa ecco Gilbert, Kruijswijk, Intxausti e gli italiani Pozzovivo, Ulissi, Cunego e Paolini. Mentre tra i velocisti occhi puntati su Boonen, Greipel, Matthews e Mezgec, e sugli italiani Petacchi, Modolo, Nizzolo e Viviani.

TELEVISIONE
La corsa sarà trasmessa in diretta tv dalla Rai su RaiSport 1 e Rai 3, con repliche quotidiane su RaiSport 2, e anche su Eurosport con repliche serali su Eurosport 2. Sulla Rai la programmazione quotidiana comincia con Giro Mattina e poi prosegue con il pre-tappa di Anteprima Giro fino al consueto post-tappa del Processo alla Tappa. La sera poi TGiro e sul tardi Giro Notte che presenta la tappa del giorno dopo.

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