“Sono un tecnico non un politico che dipende dal consenso. Non m’importa di scontentare qualcuno”. L’assessore alla Legalità del Comune di Roma Alfonso Sabella – ex pm antimafia a Palermo noto anche come “il cacciatore di mafiosi” per aver arrestato decine di latitanti tra cui i responsabili delle stragi del 1992 che causarono la morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – sta per varare il suo piano anticorruzione. Il suo obiettivo: ridimensionare l’enorme potere dei dirigenti. Uno degli strumenti in campo è l’autocertificazione con cui ciascun dirigente dovrà comunicare all’amministrazione il proprio stato patrimoniale e chiarire eventuali conflitti d’interesse con società contraenti con Roma Capitale. Un altro è il piano di rotazione dei dirigenti: “È impensabile che un funzionario stia per tutta la durata del proprio incarico nello stesso dipartimento”, chiosa Sabella, nominato assessore dopo lo scandalo di Mafia Capitale.

Ci accoglie nel suo piccolo ufficio in Campidoglio che affaccia sui Fori Imperiali. Risponde al telefono. Dall’altra parte della cornetta un assessore della giunta capitolina che gli chiede un appuntamento per verificare la correttezza di un bando. Poi commenta: “La mia è un’esperienza bellissima. In un altro momento il mio collega avrebbe dovuto affidarsi esclusivamente al suo dipartimento”.

Assessore Sabella, da pm antimafia a politico antimafia, cos’è cambiato?
Qualcosa è cambiato. Ci sono meno strumenti investigativi ma maggiori poteri di intervento. Ora mi sento più vicino ai problemi concreti della gente. Il problema è che la magistratura, spesso, per incapacità della politica s’è sostituita all’amministrazione

Faccia un esempio
Quando ero pm a Termini Imerese, in Sicilia, accertai la presenza di un manufatto orrendo, qualcuno se lo ricorda come il famoso fungo di cemento armato sulla spiaggia di Cefalù. È stato abbattuto 15 anni dopo l’accertamento. Tanti anni persi perché la giunta dell’epoca non collaborava. Auspico maggiore sinergia tra poteri dello Stato

Lei adesso ha anche la delega al litorale di Ostia
Ecco, da amministratore, ho potuto aprire i varchi per permettere l’accesso alle spiagge libere ai romani. Da magistrato non avrei potuto farlo. Mi sarei fermato agli accertamenti di regolarità e di legittimità

Si sente un politico?
Non sono mai stato d’accordo sulla scelta di molti magistrati di entrare in politica. Resto ancora di quell’idea. Infatti, continuo a considerarmi un tecnico

Lei sostiene che i burocrati siano più corrotti dei politici. Perché?
Perché il potere decisionale è concretamente nelle loro mani. L’unico momento in cui un politico può gestire direttamente i fondi è durante le cosiddette manovre d’aula, quando è nella facoltà d’indirizzare un determinato flusso di denaro verso chi vuole.

Come se ne esce?
Scegliendo una classe dirigente autonoma dalla politica e investendo nella formazione. Se si formano dirigenti capaci di elaborare atti amministrativi con criteri oggettivi, si elimina il potere discrezionale

Lei è stato attaccato per aver detto che i dirigenti sono scarsi
È un’affermazione che ripeterei. Quando ho letto come venivano assegnati alcuni appalti mi è venuta la pelle d’oca. Dunque delle due l’una: o i dirigenti erano scarsi o erano in mala fede. Strumentalizzazioni a parte, stanno emergendo figure capaci, finora restate nell’ombra che stanno lavorando bene. Oggi chioserei: i dirigenti che ho trovato a capo delle strutture amministrative erano scarsi

Lei sta lavorando al piano anticorruzione del Comune di Roma. Può anticipare qualche novità?
Uno dei temi caldi è l’introduzione dell’autocertificazione. Chiediamo ai nostri dirigenti amministrativi, la stessa trasparenza che chiediamo ai politici. Vogliamo sapere, oltre alla propria situazione patrimoniale, se un dirigente ha avuto vantaggi da società che lavorano con il Comune di Roma. Per la salvaguardia dell’integrità dell’azione amministrativa, dovranno autocertificare potenziali conflitti d’interesse

Sulla rotazione dei dirigenti, altro tema del piano anticorruzione, a che punto siete?
Abbiamo elaborato un prospetto dettagliato che individua la tipologia di incarico e la funzione del personale amministrativo. In questa mappa c’è la posizione attuale e la destinazione. Per esempio, se un dirigente si è occupato di manutenzione edilizia scolastica all’interno di un dipartimento, non potrà più occuparsene in futuro né di scuola né di manutenzione edilizia. Solo in questo modo è possibile ridurre il rischio di creare situazioni di privilegio e quindi di corruzione

Ci sono aree particolarmente a rischio corruzione
Ce ne sono. Ho fatto una scoperta inquietante. L’ufficio del Comune che si occupa dell’abbattimento delle tasse, cioè quello che annulla le cartelle esattoriali e in cui girano montagne di euro, non era ritenuto un settore a rischio corruzione

Quale situazione ha trovato nel municipio di Ostia?
Una situazione totalmente fuori controllo. Le norme approvate erano illegali. Ho trovato tra gli atti, ordinanze di demolizione di manufatti abusivi mai eseguite. La qualità dei provvedimenti era davvero scadente

Infatti, a Ostia s’è presentato con le ruspe
Sono un tecnico, non dipendo dal consenso elettorale. Non m’importa di scontentare qualcuno. Quando sono arrivato sul litorale con le ruspe per demolire alcuni chioschi abusivi mi aspettavo le barricate. Dovevo abbattere strutture produttive e immaginavo di trovare gli scudi umani. E invece non c’era nessuno

Perché?
Semplicemente non se lo aspettavano. Credevano che nessuno facesse sul serio. E questo comportamento spiega, a mio avviso,  il mal costume di certa politica che per passare dalle parole ai fatti piò impiegare decenni, lasciando inalterate situazioni di illegalità

Perché è partito dagli stabilimenti balneari?
La battaglia che sto ingaggiando contro i lidi è per ristabilire un principio: le spiagge sono pubbliche e appartengono a tutti. Per questo motivo sto abbattendo il lungomuro e aprendo i varchi, per permettere che il lungomare diventi parte integrante della città, che ci sia permeabilità assoluta tra il mare e il contesto urbano. Questo, credo, vogliono i cittadini

Ci sono interessi mafiosi in quelle attività?
Non ho elementi per dirlo con certezza, ma se dovessi fare una valutazione probabilistica direi che non possono non esserci. Il denaro che circola non può non far gola agli appetiti della mafia

A quanto ammontano le concessioni per un’attività balneare?
Sono ridicole: sette mila euro l’anno

A fronte di incassi?
Mi sono promesso di fare i conti a fine anno

Oltre ai balneari di Ostia, ci sono altri settori da controllare?
La manutenzione del verde, per esempio, su cui il municipio ha una gestione autonoma. Gli appalti erano fatti a falciature. Non c’era un programma delle potature. Tutto all’insegna dello spreco di soldi e dell’approssimazione delle procedure

C’è un collegamento tra la mafia di Ostia e l’organizzazione criminale di Carminati?
Secondo me no

Come si è alimentata Mafia Capitale?
Attraverso la fragilità dell’amministrazione, riuscendo a decidere la nomina e gli spostamenti di alcuni dirigenti, oppure, incidendo nelle fasi più delicate dall’attività politica del Comune come l’approvazione del bilancio. Il reale problema, che non riguarda solo Roma ma tutte le grandi città che gestiscono tanto denaro pubblico, è la corruzione. O meglio, la distorsione dei pubblici poteri asserviti all’interesse dei privati. È questo il terreno di coltura di queste nuove mafie. Soltanto con la lotta alla corruzione, riportando la presenza dello Stato con le sue regole, possiamo impedire a cupole come quella di Carminati di nascere

Il suo lavoro è scomodo a qualcuno?
Quando verrà il tempo di tirare le somme, conterò molti nemici. Alcuni di quelli di oggi, lo so, sono amici fatui. Preferisco pensare che i veri amici siano quelli storici. Ma deve passare questo messaggio: la sana politica deve combattere la corruzione. Non è più tempo per la pietà.